«L’arancione resta il valore aggiunto»

«Mi sento un po’ come il parroco di campagna. Sempre pronto a mediare». Un anno dopo l’inizio della sua avventura da presidente del Municipio Centro Est, Aldo Siri racconta la sua esperienza a il Giornale.
Un anno non semplice per il presidente di una delle tre municipalità guidate dal centrodestra proprio per il ruolo non definito delle ex circoscrizioni, accompagnato anche da equilibri interni da rispettare che non sempre permettono al presidente di potersi concentrare sui problemi del centro storico e dintorni. «Personalmente con maggioranza e giunta ho un rapporto di stima anche se non sono tutte luci, ma viviamo anche con alcune ombre. Purtroppo nel nostro lavoro scontiamo l’inesperienza di molti, ma riusciremo a colmare questo vuoto nel giro di poco tempo».
È considerata una delle realtà più difficili di Genova e all’inizio, probabilmente, Aldo Siri, come gli otto colleghi delle altre municipalità, si aspettava di diventare un mini sindaco, ruolo in realtà molto ridimensionato. «C’è tanta delusione per questo decentramento mancato- si sfoga-. Manca un vero coinvolgimento nelle decisioni che competono il nostro territorio e dobbiamo fare le nozze con i fichi secchi. Si prenda il bilancio triennale, per esempio. Abbiamo votato progetti che, probabilmente, potranno essere portati a termine solo per il 50 per cento, complice il fatto che Aster non ci mette abbastanza risorse a disposizione. Noi chiediamo che il Comune ci dia la possibilità di appaltare a terzi, anche perché paradossalmente i costi sarebbero più contenuti».
Eppure non sarà tutto inutile il lavoro di un presidente di Municipio, visto che Siri vanta di lavorare per il Centro Est anche dodici, tredici ore al giorno. Non saranno molti gli obiettivi raggiunti ma qualcosa è stato fatto: «Abbiamo recuperato il rapporto con i cittadini e siamo tornati sul territorio per lavorare a contatto con le persone- racconta Siri-. Nell’immediato ci sembrava la cosa più urgente e giusta da fare». Nonostante questo, si dice che i municipi lavorino a stretto contatto con il sindaco e la sua giunta. Si dice, a detta degli inquilini di Tursi, visto che le lamentele di Siri sull’atteggiamento del sindaco sono molte. La Vincenzi è chiamata a maggiori responsabilità dal presidente del Centro Est dopo il nuovo decreto legge sulla sicurezza che concede maggiori poteri in materia ai sindaci. «Ci auguriamo che vengano rivalutate diverse posizioni sul centro storico - commenta-. Manca la continuità di un progetto da parte della giunta e questo va creato anche con la nostra collaborazione. Per esempio, pensiamo al centro di interforze nato nel centro storico dove c’è un solo vigile a presidiare una struttura costata 180 mila euro. È una cattedrale nel deserto. Per il resto, manteniamo stretti contatti con le forze dell’ordine che però sono poche e non riescono a controllare adeguatamente: conseguenze dell’errore di non aver voluto l’esercito».
Non solo sicurezza ma anche l’ambizione nel prossimo futuro di valorizzare il turismo, «pensiamo a diversi itinerari da far partire dal Porto Antico per dare un’anima alla città vecchia. I turisti che scoprono Genova saranno la nostra migliore pubblicità».
E non solo ruolo amministrativo ma anche politico visto che Aldo Siri, «governatore» della prima municipalità è stato eletto in quota alla lista Biasotti, movimento sul quale oggi c’è grande fermento. Cosa devono fare gli arancioni? Confluire nel Pdl o rimanere autonomi? «L’arancione è stato e sarà il colore che rappresenta un valore aggiunto per il centrodestra. Chi non lo capisce non si rende conto di quando sia dura la salita per arrivare a vincere le regionali del 2010».