L’arbitro De Santis rischia il mondiale

La Fifa attende notizie da Roma. E si dimette anche il vicepresidente Mazzini

Marcello Di Dio

da Roma

È uno degli intercettati eccellenti nell’ambito dell’inchiesta di Torino. Il vicepresidente della federcalcio Innocenzo Mazzini, fatto fuori dalla spedizione mondiale dopo lo scandalo, segue l’esempio di Franco Carraro e decide di dimettersi. «Il mio attuale stato d’animo personale, familiare e federale, è di estremo disagio - le parole di Mazzini -. Come cittadino e uomo di sport non sono stato raggiunto da alcun provvedimento giudiziario né sottoposto a procedimento disciplinare di sorta. Avverto l’inquietudine di tanti dirigenti e sento l’esigenza di uscire da ogni equivoco».
E se il calcio italiano perde via via i dirigenti più importanti, la Fifa attende informazioni dalla federazione sulla vicenda legata all’arbitro De Santis, uno dei due fischietti designati per il mondiale e nel registro degli indagati della Procura di Napoli. «Dobbiamo attenerci alla procedura: la Figc non ci ha comunicato nulla in merito, per cui non possiamo prendere alcuna decisione», ha dichiarato Nicolas Maingot del servizio stampa della federazione internazionale. «La Federcalcio terrà costantemente informata la Fifa degli sviluppi sulle inchieste e le comunicherà tempestivamente i dati in suo possesso non appena avrà notizie certe ed elementi concreti», l’immediata risposta federale.
Intanto ieri, prima sfilata di arbitri e assistenti davanti all’ufficio indagini: Bertini, Dattilo e Cassarà e i guardalinee Saglietti, Stagnoli e Battaglia. I loro nomi sono citati direttamente o indirettamente da alcuni degli intercettati eccellenti. «Sono semplici testimoni che non hanno alcuna responsabilità, nessuno di loro ha bisogno di legali», ha sottolineato Mario Stagliano, uno dei vice del generale Pappa. Gli arbitri in questione erano già stati ascoltati a novembre, dopo l’analisi delle prime 40 pagine di documenti inviate dalla Procura di Torino. Ieri dunque, è stato un momento di confronto e di verifica rispetto alle precedenti audizioni, alla luce dell’integrazione ricevuta dalla Figc a marzo. Le audizioni proseguiranno stamani con Grazia Fazi, l’ex segretaria della Can, la commissione arbitrale, e lunedì 15 con gli arbitri Trefoloni e Pieri e con Guidi, l’ex componente della commissione Can.
In Procura a Roma sono proseguiti gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sulla Gea, che potrebbe presto allargarsi al ruolo di alcuni arbitri (De Santis, Farina, Gabriele e Palanca). Non è escluso che possano arrivare delle iscrizioni nel registro degli indagati per frode sportiva. Un contributo determinante sulla presunta posizione dominante della Gea, anche attraverso Luciano Moggi, sarebbe stato fornito ieri da Ermanno Pieroni, dirigente dell’Arezzo ed ex presidente dell’Ancona. Quest’ultimo avrebbe ribadito il concetto di una presunta gestione-ombra del direttore generale della Juve («ha amicizie in tutti i gradi della federcalcio e attraverso suoi uomini controlla 8 squadre di A», le parole di Pieroni in un’intervista del 2005). «Moggi sta facendo pressioni per entrare nella Roma - aveva ancora detto Pieroni -. Vuole togliere di mezzo il direttore sportivo Franco Baldini per sostituirlo con Mariano Fabiani». Non a caso ieri, anche su questa circostanza, gli inquirenti hanno sentito lo stesso Baldini, che avrebbe anche spiegato le modalità di acquisizione delle deleghe dei calciatori da parte della Gea.
Nel frattempo i legali di Chiara Geronzi, iscritta nel registro degli indagati, hanno precisato che la loro assistita «non ha mai svolto attività di mediazione per la cessione dei calciatori e non ha dunque preso parte alle trattative per il passaggio di Liverani alla Lazio».