L’architetto è come il sarto

Le trasformazioni in atto nella società contemporanea stanno riportando la casa al centro del dibattito architettonico. La crescita di flussi migratori verso città sempre più carenti sotto il profilo urbanistico, la diffusione pervasiva di conflitti nelle aree in via di sviluppo, le catastrofi ambientali, ormai frequenti a tutte le latitudini, sollecitano gli architetti a sperimentare modelli abitativi effimeri, flessibili, capaci di rispondere adeguatamente alla precarietà degli insediamenti e alle emergenze sociali.
«Casa per tutti», una mostra che può essere visitata presso la Triennale di Milano sino al 14 settembre, traccia un bilancio delle nuove tipologie di alloggio, basate su un'idea di transitorietà allo stesso tempo indispensabile e virtuosa. Tavole progettuali, foto, testimonianze audio e video di «case abito», tagliate su misura dagli Archigram e da Vito Acconci; di «case mobili» ipotizzate da Atelier Van Lieshout e da Marco Zanuso; di «macrohouse» firmate da Rem Koolhas e da Steven Holl, e di «cabanon» che tributano l'immancabile omaggio a Le Corbusier, sono disseminate lungo un itinerario espositivo molto denso, che si sviluppa per accumulo e che alterna frammenti di storia a casi d'attualità.
La mostra vuole fornire risposte progettuali e propositive alle domande di socialità di comunità o di singoli, privi degli elementari diritti dell’abitare, riportando nell’agenda degli architetti e dei loro committenti il tema della casa come risorsa primaria.
Il percorso si snoda anche nel giardino del Palazzo dell'Arte, dove sono presenti prototipi in scala 1:1, realizzati da celebri architetti, come Massimiliano e Doriana Fuksas o Alejandro Aravena, ma anche da studi di giovani professionisti, come Piero Barbanti e Luca Tontini, che hanno vinto il concorso bandito dalla Triennale per l'occasione. «Casa per tutti» ha inoltre un ideale prolungamento in «La vita nuda», mostra dedicata ai bisogni primari legati alla dimensione dell'abitare, e alla possibilità di dar loro una risposta efficace anche in situazioni-limite dal punto di vista relazionale, o in contesti di estrema marginalità sociale.
Entrambe le rassegne, documentate da cataloghi con testi di particolare interesse, soffrono però di un allestimento che vorrebbe essere creativo e che risulta al contrario (e purtroppo) caotico e frastornante, e che nella «Casa per tutti» maschera a tratti un'assenza di spessore progettuale.
D’altra parte, è' difficile, se non addirittura impossibile, rispondere alle nuove emergenze abitative senza rinunciare alla tentazione di stupire, agli esercizi di stile e ai formalismi politicamente corretti: ma soprattutto senza ricordare che ciò che è effimero non deve anche essere necessariamente futile. Va ricordato che già nel 2005, con la mostra «Le case nella Triennale», la Triennale di Milano aveva ricostruito le tappe principali di un percorso scaturito poi nella realizzazione del quartiere QT8.
Casa per tutti
fino al 14 settembre
10.30-20.30, chiuso il lunedì
La vita nuda
fino al 7 settembre
10.30-20.30, chiuso il lunedì
info: www.triennale.it