L’«architettura musicale» della Gog

Sotto l'ala protettrice di Paganini si apre il prossimo 12 ottobre la stagione 2007/08 della Gog; se infatti non è lui il diretto protagonista, è nell'ambito della «Paganiniana» che rientra il concerto di Leonidas Kavakos, violinista e direttore delle Camerata Salzburg, con un programma particolare che vede anche un'interessante trascrizione per orchestra del quartetto schubertiano «La morte e la fanciulla» di Mahler. Ancora archi e ancora «Paganiniana» per i successivi due appuntamenti (15 e 22 ottobre): Bashmet e Krylov con l'orchestra «Nuova Russia» (e qui ci sarà anche Paganini e il suo quinto concerto) e il Quartetto dei Filarmonici di Berlino. Continuiamo a seguire questo filo rosso violinistico, con Uto Ughi accompagnato al pianoforte da Alessandro Specchi (14 gennaio) e l'attesissimo ritorno di Salvatore Accardo, violinista e direttore dell'Orchestra da Camera Italiana (21 aprile).
Gruppi da camera in abbondanza, dal nostrano Quartetto di Cremona al Quartetto Borodin, dal Vertavo ai Sine Nomine e ancora il Quartetto Zehetmair, il Belcea, il Kopelman e il Quartetto Takacs, con un ampio repertorio che copre tre secoli di storia della musica. Ma veniamo agli altri grandi protagonisti della stagione; il pianoforte e i pianisti. Grandi interpreti per grandi pagine musicali: la Argerich, con la UBS Verbier Festival Orchestra diretta da Charles Dutoit (19 novembre) e poi Brendel, Sokolov, Vogt, Lucchesini, Berezovsky, Say, e Levin, interprete beethoveniano nella lettura al fortepiano delle Sonate (5 maggio). Non ultimo il nostro Massimiliano Damerini che con Alessandro Dolci presenta la trascrizione di Alfredo Casella della Settima Sinfonia di Gustav Mahler per pianoforte a quattro mani (31 marzo).
Passiamo alla musica antica, con due concerti che prevedono la «Passione secondo Giovanni» di Bach diretta da Helmuth Rilling (20 marzo) e pagine di Telemann e Händel eseguite su strumenti originali dai genovesi Tripla Concordia, che chiuderanno la stagione (26 maggio); da segnalare poi il programma assai originale del Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe, che propone «Lagrime di San Pietro», il ciclo di madrigali sacri di Orlando Di Lasso (28 gennaio).
E ancora grandi solisti, il baritono Matthias Goerne accompagnato al pianoforte da Eric Schneider, che torna alla Gog per il terzo anno consecutivo (dopo l'entusiasmante successo ottenuto nel nostro teatro) con il ciclo di Lieder di Schubert Schwanengesang (3 marzo); e il violoncellista Christian Poltéra, accompagnato al pianoforte da Polina Leschenko.
«Se vogliamo individuare l'anima della nostra stagione - dice Pietro Borgonovo, direttore artistico della Giovine Orchestra - beh, io la identificherei nella forma, nell'architettura musicale; pensiamo a quel monumento che è la Passione bachiana, ma anche a Berlioz, per non parlare poi dei madrigali di Lasso… insomma, non saprei fare classifiche, sono tutti capolavori. Senza contare, poi, che anche nei quartetti sono i “piccoli” giochi architettonici ad impreziosire la partitura; e a proposito dei quartetti…la Suite Lirica di Berg! (Sine Nomine 4 febbraio). È da tanto tempo che la corteggio, finalmente ce l'ho fatta»!