L’architettura porta turisti anche a Milano

È indubbio che uno dei motori turistici degli anni recenti sia diventata l'architettura. Certamente Bilbao non avrebbe conosciuto tanti visitatori senza il Museo Guggenheim di Gehry, né Manhattan avrebbe avuto una nuova vita senza il New Museum dei giapponesi Saana, la cui imponente facciata, coperta da una maglia d'alluminio espanso, è luminosa giorno e notte. O lo stadio di Wembley a Londra che Norman Foster ( a Milano Santa Giulia e Palazzo della Regione) ha coperto con tetto scorrevole sostenuto da un arco alto 132 metri e lungo 304. A fine anno si inaugura la «Torre di Dubai», l'edificio più alto del pianeta, 820 metri, ascensori a 65 km/ora, 30.000 appartamenti e il primo Armani Hotel nel mondo. Che dire poi della Piramide davanti al Louvre (ve la immaginate proposta a Milano?) o del museo «Schegge di vetro» nella tradizionale Toronto, proprio davanti ad una casa del 1914? Idea di Libeskind, quello del famoso grattacielo curvo. Nella nostra città si litiga sui progetti della Fiera, su Porta Nuova, o sull'Isola, tutte opere di privati che, al di fuori di una normale speculazione, sicuramente saranno una grande novità, un'attrattiva e un segno di rinnovamento. Anche le nostre nuove architetture dovrebbero entrare negli itinerari dei viaggi, sarebbe importante.