L’archivio che non ti aspetti

Una pratica deviata pare puntare a stravolgere il quadro politico del Paese: il dossieraggio. E, fatto ancor più grave, una delle più potenti «macchine del fango» è nelle mani di una delle più alte istituzioni italiane: la Camera dei deputati.
Nelle nobili sale di Montecitorio è purtroppo attiva una perfetta fabbrica di dossier mantenuta sempre in efficienza, un archivio tematico con potenti motori di ricerca in grado di andare a scandagliare il passato dell’avversario politico, capace di radiografare gli intrighi del mondo economico per indebolirne il «potere forte» e per demolire la credibilità mediatica di giornalisti ficcanaso.
L’astuto uomo di Stato che la detiene ha pensato di nasconderla in un luogo dove nessuno potesse trovarla. Non nella sua casa, visto che è un po’ troppo in vista ultimamente, e neppure alla sede del suo partito, perché non ne ha più uno: l’ha nascosta in potentissimi server tecnologici.
Astuto e geniale. Accendete (con circospezione) un computer e collegatevi al sito della Camera (www.camera.it), cercate il titolo «rassegna stampa», cliccate e vi apparirà una pagina dove, nascosta tra mille contro-informazioni, guardando con la lente d’ingrandimento dello Sherlock Holmes caro a Bocchino, potrete cogliere in fondo a destra il micidiale contenitore di tutti gli italici dossier: il tastino «archivio rassegna stampa».
Predisponetevi a soddisfare la vostra fame di conoscenza, e cliccate finalmente sul motore di ricerca della delazione: ecco qui la «ricerca archivio», un’etichetta che già dovrebbe allertare almeno una decina di procure. Selezionate un periodo di tempo sufficientemente ampio, inserite le fonti a cui attingere, indicate i nomi di cui volete sapere ogni retroscena e siete pronti a fabbricarvi il vostro carteggio caldo caldo.
Se non siete soddisfatti del fantomatico dossier del Giornale, la Camera dei Deputati ha per voi 90 interviste e 791 articoli che riguardano la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia; una cartella su Sallusti vale solo 256 articoli, mentre il giudice Woodcock si ferma a 145 riscontri probatori.
Ma la sorpresa delle sorprese deve ancora arrivare. Se non siete capaci di confezionarvi un dossier self service, niente paura, ecco la risorsa delle risorse: le «documentazioni tematiche».
Qui, pensando di farvi cosa gradita, l’istituzione della terza carica dello Stato sforna pacchetti pronta consegna. In onore al «metodo» tanto evocato come modello di riferimento, si può partire da un imperdibile approfondimento sul caso Boffo (263 articoli), o per esempio sull’inchiesta sulla protezione civile (264 articoli), oppure sull’immancabile caso D’Addario tratto dagli articoli di Repubblica (144 articoli).
C’è roba fresca e roba un po’ marcita, scegliendo fior da fiore si possono trovare dossier sulle scalate bancarie e il caro vecchio caso Unipol, che non si sa mai, fino al caso Telekom Serbia, anche se è del tutto casuale l’associazione.
Si parla anche delle società di calcio e di diritti televisivi, delle infrastrutture e della riforma dei servizi segreti, della crisi Fiat e dell’Alitalia, fino anche a una chicca d’altri tempi: le inchieste giudiziarie sugli esponenti dell’Udeur. Insomma, un vero e proprio scantinato degno dei migliori servizi deviati, se volete. E facilissimo da perquisire, non serve nemmeno scomodare un carabiniere del Neo.