L’Arcivescovo Bertone «congela» Gustavino

(...) dell’Udeur. Tutto nasce dalla RU 486 perché proprio sulla votazione in aula Gente della Liguria si era spaccata, con l’assessore Pittaluga che era uscito dall’aula per non votare. «Non voleva entrare in dissenso con i colleghi di giunta, ma fra noi c’è compattezza totale su tutto» assicura Porcile. Non che sia un parto indolore. Ieri il senatore dell’Udeur Egidio Pedrini ha polemicamente domandato quali esattamente siano «i contenuti di questo ipotetico centro»: «Vista così pare più una copertura per i Ds, poiché il leader di Gente della Liguria fino a prova contraria è Claudio Burlando». Il responsabile dei Giovani Giovanni De Luca s’è risentito: «Non ne sapevo niente». E Rosario Monteleone il segretario ligure della Margherita ha posto con toni durissimi il problema. Ha detto di «non temere concorrenti, perché non basta proporsi come salvagente, bisogna fare iniziative sui contenuti». Poi ha avvertito gli alleati: «Non si può pensare che i cattolici vengono bene quando danno lustro e poi umiliarli sui temi, come la pillola abortiva, su cui sono più sensibili». Serve una verifica continua in maggioranza, dice Monteleone. Prossimo banco di prova, annuncia, la legge sulla scuola, con gli aiuti alle famiglie per le scuole private per cui la Margherita fa il tifo ma che Rifondazione avversa da sempre.
E a proposito di sensibilità cattoliche, da registrare l’amarezza in queste ore di Claudio Gustavino il capogruppo della Margherita in Regione. Dopo aver votato a favore della RU 486 «perché qui si tratta di applicare la legge 194, non di rimetterla in discussione», era stato criticato dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone. da cattolico praticante e medico obiettore di coscienza sull’aborto, Gustavino aveva chiesto un incontro privato. Ma gli è stato riferito che il cardinale non gradisce incontrarlo, a meno di un suo mea culpa. Di più, l’associazione medici cattolici di cui fa parte da sempre medita di espellerlo. Lui non fa polemica, ma si sfoga: «Non posso fare mea culpa, perché le leggi dello Stato vanno applicate. Mi resta l’amarezza: non è facile essere additato come il peggiore abortista per uno come me che da sempre vive secondo gli insegnamenti cattolici».