L’Arcobaleno che minaccia tuoni e fulmini

Dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani, di tutti i milanesi. Il 25 aprile rischia di diventare invece una specie di festa di zombie. La festa, cioè, di quella sinistra ex parlamentare tornata ad essere soltanto sinistra extraparlamentare dopo essere stata politicamente uccisa dagli elettori. E così l'ex parlamentare Farina, ridiventato portavoce del Leoncavallo, minaccia fuoco e fiamme. Una vendetta per punire chi li ha bocciati alle elezioni, altro che festa per la liberazione dell'Italia. Del resto per loro, per la sinistra extraparlamentare, l'Italia è di nuovo da liberare perché Berlusconi e Bossi anche se democraticamente eletti, sono soltanto incantatori di un popolo bue spaventato da qualche clandestino che non viene regolarizzato con un lavoro, una casa, il diritto di voto per l'ottusità di chi rifiuta di accoglierli. Non è una novità che questa festa di tutti gli italiani sia stata trasformata in una festa della sinistra e basta. Due anni fa, governo Prodi in carica, la Moratti vi partecipò assieme al padre, ex partigiano di Edgardo Sogno, e fu barbaramente insultata. E, statene certi, verrà comunque insultata anche oggi. Logico che oggi non torni in piazza. Ma questo 25 aprile è anche un esame. Una prova per capire se tutta la sinistra arcobaleno, dopo essere stata per due anni forza di governo e di piazza, si farà fagocitare completamente dalla sinistra extraparlamentare, dai centri sociali ai no global. Bertinotti e Diliberto se li erano trascinati in Parlamento con scarsi risultati. Capiremo oggi se la loro sconfitta è senza via di ritorno.