L’argentino Cabrera sgomma in Bmw nel «Championship»

Mario Camicia

Angel Cabrera, il simpatico e possente argentino che gli amici chiamano «il papero» per la sua camminata un po’ ciondolante, ha vinto finalmente un titolo che dà il giusto rilievo alla sua classe di giocatore internazionale. Sul mitico percorso di Wentworth, nel Surrey, alle porte di Londra, il trentacinquenne giocatore di Cordoba - paese natale del suo vate Eduardo Romero - ha conquistato il Pga Championship, l’evento più prestigioso e carismatico del Tour europeo, secondo solo al British Open. Angel, che in carriera ha vinto solo due tornei del circuito europeo, era già arrivato secondo all’appuntamento di Wentworth nel 2001 e poi ancora lo scorso anno. Domenica finalmente la consacrazione e una prima moneta di ben 660mila euro su di un montepremi, senza precedenti, di 4 milioni di euro grazie al massiccio coinvolgimento del nuovo sponsor: la Bmw. Come al solito a questo torneo, che ormai ha preso il nome di Bmw Championship, erano presenti tutti i migliori giocatori del Tour europeo (unica eccezione Sergio Garcia, ancora in lieve polemica con i dirigenti dell’European tour).
Dopo due giri al comando c’era un ritrovato Peter Hedblom che grazie a un giro in 68 prendeva tre colpi di vantaggio su Paul McGinley e quattro sul bravissimo - eterno secondo - australiano Nick O’Hern. Harrington era quarto con Ben Curtis in sesta posizione e gente come Ian Poulter e Darren Clarke undicesimi. Nel terzo giro, un fastidioso vento complicava le cose e faceva alzare i punteggi, ma non per Angel Cabrera, gigante buono e superpotente che dominava il campo in 66 colpi risalendo dalla 22ª alla prima posizione a fianco di un Hedblom che perdeva qualche battuta. Howell, anch’egli in 66, si portava al 3° posto con McGinley distaccati entrambi di due colpi. Le ultime 18 buche facevano prevedere gran battaglia, e così è stato, anche se lo svedese Hedblom perdeva ritmo e grinta, mentre si accendeva un bel testa a testa tra Cabrera e McGinley che andava avanti fino alle ultime battute quando l’irlandese incappava in un bogey alla 16 e poi ancora alla 17, lasciando via libera a un «papero» gongolante che andava via tranquillo verso il suo più bel successo della sua carriera.
Eliminati Canonica e Costantino Rocca - che qui trionfò nel 1996 - l’unico italiano a passare il taglio è stato Alessandro Tadini, poi crollato negli ultimi due giri per finire in coda alla classifica.
Negli Stati Uniti seconda vittoria stagionale del texano Justin Leonard che ha condotto il Federal Express St.Jude Classic dall’inizio alla fine. Il trentacinquenne texano ha letteralmente dominato il torneo nelle prime tre giornate, partendo per le ultime 18 buche con ben 8 colpi di vantaggio sul suo più diretto avversario, ma quando ormai sembrava non esserci più storia è arrivato il colpo di scena. L’ultimo giro è stato un vero calvario per Leonard, che non trovava nemmeno un birdie sulla sua strada, mentre David Toms, detentore del titolo e in giornata di grazia, girava in 63 colpi annullando 10 degli 11 colpi che lo separavano da Justin alla partenza delle ultime 18 buche. Solo un putt calato alla 18 da oltre un metro e addirittura per il bogey dava la vittoria di misura a Leonard - con 882mila euro in più - nella giornata più travagliata della sua carriera di professionista.