L’Armani ci crede: "Riporteremo Milano nel gotha del basket"

Ottimismo dopo un mercato sontuoso. Così l’Olimpia punta a scalzare Siena

Partire con la corona di regina dell’estate del mercato sarà un vezzo o un titolo simbolico ma è anche un’iniezione di fiducia che moltiplica le forze per affrontare una stagione che - per la prima volta da diversi anni - non ha già eletto Siena come sua vincitrice annunciata. L’Armani si è ritrovata ieri, alle 18, aprendo le porte del PalaLido a tifosi motivati da una campagna acquisti sontuosa, pieni di orgoglio per poter sfidare la corazzata Siena, finalmente, ad armi pari.
In effetti, lo sforzo finanziario di Armani e l’ottimo lavoro del gm Pascucci hanno alimentato i sogni di una tifoseria che ora può pronunciare la parola scudetto senza arrossire. Il primo a crederci è Piero Bucchi, al suo terzo anno sulla panchina biancorossa, chiamato a migliorare le due finali raggiunte con le "Scarpette Rosse" ma perse malamente contro l’onnipotente Mps. Alla vigilia della stagione del riscatto, il tecnico dell’Armani ha dichiarato di essere "contento perché sono arrivati giocatori motivati, di talento e con la giusta fisicità. Siamo consapevoli di aver allestito una squadra in grado di competere su tutti i fronti e ci auguriamo di poter regalare ai nostri tifosi delle belle soddisfazioni". In effetti, l’arrivo di un giocatore Nba dal potenziale indiscutibile come l’ucraino Oleksiy Pecherov (l’anno scorso a Minnesota) ha completato un reparto lunghi che farà la differenza. Il roster è lungo, con undici giocatori che Bucchi (che avrà come vice Giorgio Valli, la scorsa stagione a Ferrara) dovrà essere bravo a gestire.
È evidente che non ci sia un playmaker puro (saranno Finley, Jaaber e, in alcune occasione, il "cavallo di ritorno" Hawkins a portare la palla) ma per il tipo di gioco pensato dal 52enne allenatore bolognese questo non rappresenta un problema. Una squadra fisica, si diceva, e di stazza ma che farà anche della corsa e del contropiede armi importanti per vincere le partite. Oltretutto, dopo Gallinari, Milano sembra aver avuto il fiuto giusto per acquistare un altro prospetto da Nba. È Nicolò Melli, classe ’91, proveniente da Reggio Emilia (Legadue), ala forte ma con ambizioni da "tre"; giocatore che deve maturare fisicamente, chiamato a migliorare (come Ganeto) la sua tecnica individuale, forse inesperto per un doppio salto (dalla LegaDue all’Eurolega), ma dal talento smisurato. Il roster è completato da Mordente, Maciulis, Mancinelli, Rocca e dal ritorno a pieno regime del centro Petravicius, fondamentale con le nuove misure dell’area (si tira da tre da 6,75 metri) per dare profondità all’attacco biancorosso. Dopo il miniraduno al PalaLido (assenti giustificati Stefano Mancinelli, Marco Mordente, Oleksiy Pecherov e Jonas Maciulis, impegnati nell’attività con le rispettive nazionali, e David Hawkins, rimasto negli Usa per le ultime formalità legate al trasferimento), i biancorossi partiranno domani per il ritiro di Cavalese.