L’«armata rossa» sfrutta i disagi dei pendolari

La Lega Nord accusa: «Vogliono farsi campagna elettorale utilizzando i problemi altrui»

Roberta Bottino

Un immenso vapore rosso uscirà dai treni dei Comuni di sinistra che domani prenderanno parte ad una seduta «allargata» del consiglio comunale che, per l’occasione, svolgerà la sua riunione nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
All’ordine del giorno i disagi del trasporto locale in Liguria; una questione estremamente delicata che in questi ultimi mesi è balzata agli onori della cronaca. Siederanno attorno ad un grande tavolo presidenti e consiglieri di Albenga, Chiavari, Rapallo, Sarzana, Savona e Sestri Levante. Parteciperanno al «maxi consiglio» anche le delegazioni di Alessandria, Mignanego e Ronco Scrivia. Posti riservati per l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Luigi Merlo, per il sindaco di Genova e per gli assessori provinciali ai Trasporti e alle Strade.
Proprio un bel quadretto dalle tinte che tendono al profondo rosso. Mancano all’appello infatti, i Comuni di Ventimiglia e di Imperia che «casualmente» non saranno presenti in aula. Una coincidenza? Sarà. C’è chi parla di strumentalizzazioni politiche da parte delle forze di sinistra, che sfruttano un problema grave come quello legato ai disagi delle ferrovie per farsi campagna elettorale. Questa l’accusa della Lega Nord e di tutta la Casa delle libertà e del Comune di Albenga.
«Domani si terrà la parata militare dell’“Armata Rossa” - accusa la consigliera del Carroccio, Rosi Guarnieri -. Con tutti i consiglieri d’opposizione abbiamo presentato un documento al presidente del consiglio comunale d’Albenga proprio per motivare la nostra assenza domani a Genova. Riteniamo quella convocazione viziata, tardiva, onerosa e non possiamo sottacere che sia una iniziativa di mera propaganda elettorale».
Consiglio comunale a cui non potranno prender parte i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, in questo modo è stata «bocciata» Loano, che per prima si battè sul problema delle ferrovie. Altra casualità? Forse. Il presidente del consiglio comunale di Genova, Emanuele Guastavino spiega che in occasione della seduta di giovedì, potranno intervenire solo i sindaci e i presidenti. I consiglieri d’opposizione dei sette Comuni rossi ascolteranno e resteranno in silenzio. «Verrà stilato per quanto riguarda il Comune di Genova un documento condiviso da tutti i consiglieri - dice l’azzurro Giuseppe Costa -. Se il documento unitario non accontenterà tutti noi, allora prenderemo provvedimenti».
Il capogruppo della Lega Nord a Genova, Edoardo Rixi, corre sul binario della presa di posizione del Carroccio in Liguria. «Noi consiglieri della Lega Nord - dice -, non prenderemo parte alla seduta consigliare di giovedì, anche se il tema è importante e critico, perché è chiara la strumentalizzazione politica che se ne farà. Il 19 gennaio l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Merlo ha dichiarato su un giornale locale, che attraverso un accordo tra la Regione Liguria e Trenitalia, ci si impegnava ad arrivare per prima cosa ad un potenziamento del numero dei treni. Un patto che dovrebbe prendere forma il primo marzo. Il problema è che con questa seduta consigliare di giovedì si rischia di far saltare l’accordo, dal momento che la grande riunione dei Comuni liguri è solo una strumentalizzazione politica. La sinistra in realtà vuol fare campagna elettorale sui disagi legati alle ferrovie».
Tra le accuse sollevate dal consigliere della Lega c’è anche quella in merito allo spreco di denaro pubblico che in occasione della seduta di giovedì verrà gettato al vento. «Tutti coloro che parteciperanno al “maxi” consiglio - continua Rixi - intascheranno il gettone e per i numerosi consiglieri che arrivano da fuori Genova verrà pagato dal Comune di appartenenza, e quindi dai cittadini, pure il viaggio».