L’arrivederci della fiamma sarà un addio?

Centinaia di genovesi hanno atteso il passaggio del tedoforo e attore Walter Nudo

Paola Balsomini

Doveva essere la giornata di Eraldo Pizzo, della città in festa, dei tedofori con tuta e cappellini a cinque cerchi. Invece è stata la giornata della Coca Cola, dei no global, della vergogna di una fiaccola che si è spenta insieme alla sua tradizione e al suo significato simbolico. E ora le istituzioni tremano. Perchè la brutta figura può essere chiusa in un cassetto, ma la preoccupazione per il futuro «Viaggio della fiamma» rimane. La fiaccola infatti sarà di nuovo in Liguria il primo febbraio per le tappe che coinvolgeranno prima la città di Savona e il giorno successivo Imperia; adesso però l’interrogativo è se una regione che ha fatto finta di non vedere sarà capace di riaccogliere un evento che ha avuto il suo momento clou quando la fiamma è stata spenta per precauzione, con il tedoforo bloccato sul furgone dell’organizzazione. Problemi che si potranno ripetere e che le prossime città in cui la fiaccola farà tappa si apprestano ad affrontare. Da ieri, comunque, Savona si è messa in moto per prevenire altre contestazioni, cercando di ritrovare il vero spirito della «Viaggio della Fiamma».
Anche perchè l’avvenimento, nella cittadina ligure, è stato subito accolto con grande entusiasmo, tanto che il Comune ha già provveduto ad organizzare una grande festa in piazza. La fiamma olimpica, dopo essere transitata da Alba, giungerà in città dal mare sul «Il Grillo» di Mareforzadieci, la prima imbarcazione a vela per persone disabili. E numerose saranno le zone toccate dalla Fiamma Olimpica, tra cui Via Gramsci, Corso Mazzini, Corso Tardy & Benech, Piazza del Popolo, Via Torino, Piazza Saffi, Piazza Diaz, Piazza Marconi, Corso Italia, fino a Piazza Sisto IV, dove arriverà l’ultimo tedoforo, Alessandro Bovo, capitano della squadra di pallanuoto Rari Nantes Savona vincitore della Coppa Len nella stagione 2004/2005, per accendere il braciere della Celebrazione serale. Ed è proprio in piazza Sisto IV che avrà inizio una grande festa popolare organizzata dal Comune in collaborazione con Torino 2006. Qui la celebrazione dovrà ritrovare il clima della festa. Quello che domenica ha scandito i minuti di una città al centro del mondo (il racconto del tedoforo super Massimiliano Lussana a pagina 37). Coreani, americani, russi, giapponesi, atleti e ex atleti, luci e immagini per risvegliare Genova eccitata dal passaggio della fiaccola, in un centro prenatalizio avvolto dalla folla in cerca di regali. Qualche clacson in mezzo ai disagi, ma anche tanti cori e applausi: come quando in via degli Alpini è passato Giacomo Villa, il tedoforo che ha rappresentato l’unione tra Torino ’06 e Cortina ’56. Cinquant’anni dopo gli stessi alpini hanno accompagnato il percorso della «penna bianca» e campione di sci di fondo. Poi c’è stata l’attesa: nasi rossi, mani gelate prima di poter ammirare Walter Nudo, ma soprattutto prima di scorgere all’orizzonte Eraldo Pizzo, che sarà anche «caimano» ma ad un certo punto era dato proprio per scomparso. Colpa dei no global. Ma almeno, nonostante una festa rovinata a metà, ci hanno pensato i tedofori a ritrovare le sensazioni racchiuse dalla fiamma. «Momenti di gloria», inizia il tam tam delle note, Pizzo sale sul palco, la fiaccola parte per uno dei suoi ultimi viaggi sulla «Palinuro», destinazione Sardegna.
É finita così la giornata ligure del «Viaggio della Fiamma»: prima La Spezia, poi, tra le tante località, anche Sestri Levante, Lavagna, Rapallo, Santa Margherita, Recco, per arrivare a Pieve ed entrare, attraverso l’Aurelia, nel centro della città. La fiaccola adesso prosegue il suo viaggio in terra sarda ma questa prima tappa genovese entrerà alla storia. La seconda sarà Savona, il primo febbraio, sperando in miglior fortuna.