L’arsenale delle bande: 3mila coltelli nascosti a Chinatown

Circa 3mila coltelli a serramanico e a scatto lunghi fino a 20 cm sono stati sequestrati dalla Polizia Locale in un bazar di 50 mq di via Niccolini, quartiere Sarpi, ma dotato di ampio deposito sotterraneo. Il titolare, un cinese al momento irreperibile è stato denunciato per commercio non autorizzato di armi. Segnalati all’autorità giudiziaria i due gestori, la figlia del proprietario e il marito, connazionale, che ha precedenti specifici.
Nel recente passato lo stesso locale era già stato segnalato alla magistratura dalle forze dell’ordine per vendita di materiale pericoloso tra cui laser accecanti. L’operazione è stata svolta dagli agenti del settore Sicurezza della Polizia Locale che hanno intrapreso un’ispezione dopo aver visto esposti nella vetrina del variegato negozio, tra borselli, materiale elettrico, giocattoli, anche dei piccoli coltelli a portachiave (il cui commercio è consentito). Sotto il banco vendita i vigili hanno però trovato un campionario di lunghe lame dal modello mimetico a quello con punta d’acciaio. Scesi nel seminterrato in diversi scatoloni sono comparsi oltre 3mila pezzi.
«Ecco spiegato - commenta il vicesindaco Riccardo De Corato - perché nel quartiere sono volati così tanti coltelli utilizzati per il regolamento di conti nella criminalità cinese». Nel marzo dello scorso anno, due giovani asiatici erano stati accoltellati pieno giorno in via Aleardi, angolo via Sarpi. Uno dei due era morto, l’atro, era stato ferito in modo grave. Per quell’episodio è stato condannato all’ergastolo dal giudice per le udienze preliminari Simone Luerti un cinese di 34 anni, irregolare. L’uomo era stato fermato il giorno dopo l’omicidio in provincia di Teramo, mentre era in bicicletta vicino all’abitazione del suo datore di lavoro e probabilmente si stava preparando ad allontanarsi dall’Italia.
«Le armi bianche - aggiunge De Corato - sono troppo spesso nella disponibilità anche di latinos e maghrebini che si riforniscono sottobanco in punti vendita non autorizzati come quello di via Niccolini. Si tratta della 65esima operazione dal 2008 a Chinatown da parte della Polizia Locale. Che grazie anche al potenziamento degli agenti, fino a 30, che ho disposto lo scorso gennaio e attivi 7 giorni su 7, sta dando un grosso contributo alla sicurezza e alla legalità del quartiere. E la stretta oraria su alcuni esercizi attraverso le ordinanze - fa notare ancora De Corato - (dai centri massaggi agli internet point) si rivela più che sensata. Come dimostra la rissa in un phone center tra bengalesi e nordafricani avvenuta ieri sera in via Crespi, zona via Padova, e sedata dalle forze dell’ordine».