L’arte ambientalista a Castel Sant’Angelo

La mostra «Fratello ambiente sorella arte», a Castel Sant’Angelo fino al 26 ottobre, pone l’attenzione sul rapporto fra arte e ambiente, prendendo a modello il Cantico delle Creature e San Francesco, ecologista ante litteram. L’intento è quello di richiamare tutti attraverso lo strumento artistico alle responsabilità della conservazione dell’ambiente, visto che la bellezza della natura sembra stupire ormai solo i bambini. Nelle quattro salette di Alessandro VI che si aprono nel Cortile del Teatro (o Cortile della Balestra), si snoda il percorso suggerito da Antonio Serlenga che richiama l’esperienza mistica del poverello di Assisi fra suoni e giochi di luce. Sono la stanza del fuoco, la stanza dei profumi e del cantico, la stanza degli uccelli e del vento e la stanza dell’acqua e del sole, un insieme eterogeneo, una specie di grande installazione collettiva formata da elementi distinti. Fotografie, quadri, ceramiche, sculture, ispirate alla vita e alla predicazione del santo diventano oggetti da cercare fra rami contorti e cespugli, guidati nello spazio oscuro da una piccola lampada, in un accavallarsi di simbolismi che rischiano di sovrapporsi alle opere. Dodici artisti, diverse tecniche: la fotografia di Carlo Marraffa, la ceramica di Claudio Rosa, le resine di Natino Chirico, il cortometraggio di Francesco Martinelli. E agli artisti si affiancano altrettanti scrittori invitati a scrivere brevi racconti sullo stesso tema che saranno pubblicati nel volume «Storie su tela». Dopo Roma la mostra raggiungerà Assisi, la Puglia e la Sicilia. Orario 9-19, fino al 26 ottobre, lunedì chiuso. Informazioni 066819111 e www.secopedizioni.it.