L’arte a Bogliasco cala un tris d’assi

Pier Luigi Gardella

Segnaliamo un nuovo appuntamento della Galleria «Ulisse, Incontrare l'arte» di Bogliasco che per la seconda quindicina di luglio e la prima settimana di agosto, propone tre artisti accomunati da una singolare preferenza per materiali e supporti insoliti, come il plexiglass o il Pvc. «Dalla tela alle trasparenze» è il titolo della rassegna (fino al 7 agosto, aperta da mercoledì a domenica dalle 16 alle 18,45) che presenta opere di Marco Lodola, Lidia Bachis e Arianna Carossa.
Marco Lodola, nato nel 1955, è tra i fondatori del Nuovo Futurismo degli anni ottanta dal quale mutua l'appassionato uso del colore e la forza della luce. Non si pone come artista elitario, ma si rivolge allo stesso pubblico del cinema della televisione, della pubblicità, adeguando, come ebbe scrivere Vittorio Sgarbi, «i tempi e i modi dell'arte a quelli della vita contemporanea». Autore di importanti progetti grafici per industrie di fama mondiale, è altresì legato ai temi dello spettacolo, dalla danza all'opera lirica.
Nata a Roma negli anni '70, Lidia Bachis si è formata nello studio romano di Enrico Manera esordendo con le figure umane, di preferenza femminile, che caratterizzeranno tutto il suo percorso artistico. In quei volti, dove è solo importante il sembrare e non l'essere, sta tutta la sua denuncia su questo diffuso atteggiamento delle persone nel mondo contemporaneo occidentale. Ella, nei suoi oli su Pvc, fotografa la donna prigioniera della metropoli, con sguardi che sembrano intensi e forti ma che forse sono invece solo una maschera per proteggersi da un mondo che non vogliono accettare.
Arianna Carossa, nata nel 1973 e diplomata all'Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova, ha già al suo attivo la partecipazione a numerose rassegne d'arte in Italia ed all'estero. Le sue figure senza volto dipinte sul trasparente, affiorano come da vecchie immagini fotografiche e proiettano la loro ombra che diventa anch'essa parte dell'opera., anzi diventa ancora più reale dell'immagine da cui origina.
Ancora una scelta coraggiosa, pertanto, da parte dei fratelli Torre, titolari della Galleria, che continuano, assidui, il percorso iniziato meno di un anno fa e che già sta ottenendo quei risultati che si prefiggevano, avvicinando la gente all'arte contemporanea attraverso la conoscenza diretta di significative opere d'arte.