L’arte che non va in vacanza

Musei aperti anche a Natale e a Capodanno: non ci sono scuse per evitare una scorpacciata di cultura. Per chi rimane a casa durante le feste, ecco una guida ragionata sulle mostre da non perdere.
PER CHI AMA I GRANDI CLASSICI
Cominciamo dai «grandi classici», quelli che tutti conoscono ma che una visita con maggior tempo a disposizione permette di svelarne lati inediti. Rimane a Milano ancora per poco, fino a domenica, il «San Giovanni Battista» di Leonardo da Vinci, visitabile gratuitamente a Palazzo Marino (previa prenotazione allo 02.6597728): la mostra sul capolavoro in prestito dal Louvre può essere un modo originale per passare la Vigilia (è visitabile fino alle 18). Il tour leonardesco può continuare alla Pinacoteca Ambrosiana dove è in corso fino al 31 dicembre la prima delle grandi mostre dedicate al Codice Atlantico («Fortezze, bastioni e cannoni»). Se volete approfittare delle feste per vedere o rivedere il Cenacolo, chiuso a Natale e a Capodanno, prenotate allo 02.92800360. La più natalizia delle mostre è al museo Diocesano di porta Ticinese: qui è esposta, in prestito da Brescia, la «Natività» di Lorenzo Lotto, uno dei capolavori del Rinascimento lombardo. Nell'anno del bicentenario, la Pinacoteca di Brera, ora al centro di discussi piani di rinnovamento, offre due mostre accanto alla sua collezione permanente: una dedicata a Carlo Crivelli, con le sue raffinate Madonne e i polittici, e una esposizione fotografica che documenta le conseguenze dei conflitti sull'edificio della Pinacoteca («Brera e la guerra»). «Seta, oro, cremisi» al Poldi Pezzoli ci racconta delle tecnologie (avanzatissime) che i Visconti e gli Sforza, signori della nostra città, svilupparono alla loro epoca mentre se amate la storia di Milano di manzoniana memoria vi interesserà «La monaca di Monza», esposizione di dipinti dedicati alle malmonacate dell'Ottocento, come la celebre Gertrude: è nelle sale panoramiche del Castello (un'occasione per visitare questa ala dell'edificio, con vista dall'alto sulla città imbiancata).
Tra i classici, nonostante sia pittore novecentesco, mettiamo anche Emilio Longoni, di cui la Galleria d'arte moderna di via Palestro ospita una mostra-omaggio con un suggestivo allestimento dei lavori paesaggistici e dei più noti ritratti del pittore brianzolo.
DA NON PERDERE
I duecento scatti firmati da Steve McCurry (il fotografo della celebre ragazza afghana dagli occhi verdi) spiegano, se ce ne fosse bisogno, quanto la fotografia sia forse la più contemporanea delle arti: al Palazzo della Ragione. Vale una gita fuori porta a Monza «Gli anni Ottanta. Il trionfo della pittura», a cura di Marco Meneguzzo al Serrone della Villa Reale, e all'Arengario, che esplora quell'originale stagione creativa che va da Schifano a Paladino a Basquiat.
PROFUMI D'ORIENTE
È l'anno del Giappone: due le mostre in corso a Palazzo Reale. «Shunga. Arte ed eros nel Giappone del periodo Edo» espone le stampe della raffinata tradizione erotica giapponese mentre «Giappone potere e splendore 1568-1868», con preziosi paraventi, dipinti e ceramiche, vanta un allestimento in perfetto stile nipponico. Da vedere anche la personale di Yayoi Kusama: in mostra al Pac opere di grandi dimensioni, sculture e installazioni della più famosa artista dell'arte contemporanea giapponese, apprezzata anche dai collezionisti meneghini. Arte contemporanea orientale anche a Palazzo Reale con «Cina. Rinascita contemporanea» con opere di artisti quali Zhang Xiaogang o Zeng Fanzh.
ARTE CONTEMPORANEA
Rimane aperta a Palazzo Reale sotto le feste la monografica sul pittore americano Edward Hopper che ha ottenuto ad oggi ampio successo di pubblico. Alla Triennale è di scena l'architettura di Frank O'Gehry, alla Fondazione Pomodoro le sculture di Cristina Iglesias e alla Galleria del Credito Valtellinese la monografica dedicata al francese, ma milanese d'adozione, Maurice Henry, campione del disegno surreale e satirico.