L’arte contemporanea fiorisce in primavera

Primavera dell'arte in città: dal 4 al 7 aprile, nei padiglioni del Portello, inaugura la nuova edizione di MiArt, la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano. E non si tratta di cosa di poco conto, se la passata edizione superò i 37mila spettatori e i 12mila metri quadri di superficie per oltre duecento espositori. Non solo: come ha commentato l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, la manifestazione «cade in un momento favorevole: in contemporanea la città sarà animata da una serie di mostre di fotografia e pittura di importanza straordinaria e prestigio internazionale». Le esposizioni dedicate a Balla, Canova, Bacon e ai ben noti alle cronache Joel Peter Witkin e Jan Saudek rappresentano una cornice d'eccezione per una manifestazione che vuole rubare la scena a Torino e Bologna. Il modello, neanche a dirsi, è l’ineguagliabile Basilea, dove ogni anno la fiera di arte contemporanea è un evento tale da condizionare tutto il mercato dell’arte: ecco perché questa edizione di MiArt, per volontà di Sandro Bicocchi, presidente di Fiera Milano International che ha investito molto nel progetto, ha inteso puntare sul carattere sperimentale delle proposte e su un respiro decisamente internazionale della manifestazione. Per l'occasione Sgarbi ha già in mente un'apertura straordinaria delle istituzioni culturali, dei musei e delle gallerie cittadine «per rendere, nel corso di una o due notti, la città viva in rapporto all'arte contemporanea». Non solo: se tutto procede a dovere, MiArt sarà anche la vetrina d'eccezione durante la quale il Comune presenterà ufficialmente il progetto del nuovo Museo di Arte Contemporanea, di cui Sgarbi discuterà i dettagli con il celebre architetto Daniel Libeskind tra poche settimane.
«È necessario trovare un altro momento in cui la nostra città diventi crocevia internazionale. Questo accade già per la moda, per il design e per la musica, con esperienze di successo come quella di MiTo: ora è tempo che sia l'arte contemporanea ad assumersi questo compito», commenta Massimo Vitta Zelman, editore di Skira e tra i principali animatori della scena culturale meneghina. Con lo slogan Art Now! - che forse non brilla per originalità ma è di facile presa - MiArt si propone di rafforzare il rapporto tra la mostra-mercato e la città che la ospita, coinvolgendo in eventi collaterali i maggiori attori culturali, pubblici e privati, che operano nella metropoli.
Una boccata di aria fresca approderà in fiera grazie al progetto del giovane Milovan Farronato sotto la cui curatela si è sviluppata la sezione Anteprima dedicata alle gallerie sperimentali. Accanto al settore moderno, pensato per gli espositori che presentano opere futuriste o cubiste, e al settore squisitamente contemporaneo dove saranno in mostra artisti noti e quotati, il settore Anteprima ospiterà gallerie di recente costituzione e realtà attente a promuovere giovani artisti. Al suo interno anche il progetto Bourgeois Plaisir, che in fiera «si presenterà - spiega Farronato - come una piazza quadrata su cui si affacceranno le gallerie. A loro ho chiesto di considerare lo stand non come uno spazio neutro, quasi un cubo bianco e asettico, ma come luogo ibrido dove contestualizzare le opere». La consapevolezza che l'arte contemporanea per evidenti ragioni di mercato e per la sua stessa sopravvivenza debba dialogare con il contesto che la ospita è la vera novità dell'edizione di MiArt che annovera tra i suoi espositori alcuni dei nomi di punta delle gallerie milanesi, da Amedeo Porro a Tega.