L’arte dell’accoglienza con lo stile di Rosita Missoni

Un personaggio che con il Salone del Mobile ha da sempre avuto a che fare per l'amore verso il design, per le sue creazioni, per il suo stile inconfondibile e per la sua storia, è Rosita Missoni. Il linguaggio della casa firmata da lei è basato su libere interazioni di forme e colori, materiali e motivi, estetiche e tecniche. Per Rosita saper ricevere è un'arte: «È importante l'accoglienza festosa, l'atmosfera piacevole e ricca di armonia per mettere l'ospite a proprio agio. Arredare per me è creare un concetto di habitat organizzato, anche informale, ma versatile, accogliente e libero. La casa deve essere disponibile a passaggi e incontri, al viavai della famiglia, perfino all'arrivo imprevisto di amici e conoscenti. È importante suscitare sempre delle emozioni».
Dieci anni fa decide di dedicarsi totalmente la collezione per la casa, che porta il nome di MissoniHome. Uno stile assolutamente inconfondibile per quei mélange di colori, di punti di maglia, di accostamenti di fiammati multicolori che riprendono temi che la videro nascere come stilista di moda cinquant'anni fa. Da principio furono semplicemente le righe, perché le macchine non facevano che quelle.
Poi, giorno dopo giorno, disegni diversi, sempre più nuovi, sempre più creativi, sino a diventare arte. Sono davvero spettacolari oggi le sue composizioni per il soggiorno, con a terra i tappeti dal bianco cangiante a pelo alto, i divani dalle forme libere e ricoperti in tessuto multirighe su fondo bianco, i tanti cuscini che variano per formati, fasciature e colori.
Curiosi i pouff a rocchetto e le lampade a fascione orizzontale che riprendono la base dei divani. Nuove e importanti le maxisedute circolari con i cuscini che fanno da schienale sorretti da un tubo piegato.