L’arte del fumetto vista dall’India e i «segreti» di Nick Park

Sono stati titoli come Persepolis e Valzer con Bashir a dimostrare che l’animazione non produce più solo film per bambini. Ogni anno infatti migliaia di persone tra appassionati e addetti ai lavori invadono Genzano per «I Castelli animati», festival internazionale di cinema d’animazione. Terzo in Europa per importanza nel suo genere, il festival quest'anno promette cinque giorni all’insegna della qualità, dell’innovazione e della pluralità d’espressione (25-29 novembre). Attenzione, quindi, questo non è un festival per bambini (anche se ai piccoli è dedicato il programma del sabato e una sorpresa: un grande attore italiano, il cui nome non è stato ancora rivelato, doppierà in diretta il film inglese Lost and found); qui l’arte, la video arte e l’esperienza underground danno vita a piccoli capolavori che spaziano dal narrativo all’astratto con grande varietà di linguaggi, non disdegnando di affrontare le tematiche più spinose. Un esempio per tutti? Il primo lungometraggio indipendente cinese, Piercing I di Liu Jian (che per realizzare il suo film in Cina, al costo di 100mila dollari, pare si sia dovuto vendere anche l’appartamento), primo episodio di una trilogia che, forte proprio della sua indipendenza, racconta una storia di emarginazione e traffico di droga. 150 film costituiscono il cartellone 2009, ricco di ospiti eccellenti: Nick Park, pluripremiato creatore di Wallace & Gromit (e regista di Galline in fuga) e Peter Lord, co-fondatore della Aardman Animations (cui andrà anche la targa del festival), hanno scelto «I Castelli animati» per festeggiare il 20° compleanno dei personaggi di Wallace & Gromit, vincitori di 4 premi Oscar. Dall’Estonia arriva Priit Parn con l’anteprima italiana di Life without Gabriella Ferri, «e questo ci permette anche di dedicare l'intero festival alla cantante che qui a Genzano ha trascorso la sua giovinezza», ricorda il direttore artistico Luca Raffaelli.
Paese ospite, l’India, rappresentata dall’animatrice Gitanjali Rao e dalla scuola Roopkala Kendro. Cuore del festival, i quattro concorsi e il premio «Fabrizio Bellocchio» per il contenuto sociale. «Lavoriamo alla costituzione del polo d’animazione del Lazio, perché l'animazione - vivace ma ancora debole dal punto di vista produttivo - rappresenta uno degli asset di possibile sviluppo della regione» aggiunge Giulia Rodano, assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.