L’arte giovane «entra» nella storia

Le opere dei vincitori del concorso «Artisti in villa» esposte fino al 27 ottobre in prestigiosi edifici cittadini

Elena Giliberti

Nel salotto di conversazione della casa del Manzoni da ieri c'è un'opera d'arte contemporanea. Nessun contrasto, paradossalmente. L'ambiente ha lo stesso profumo ottocentesco, e la nuova spazio-scultura della trentenne milanese Camilla Sala non stona. La «Stanza d'animo» - titolo dell'opera - è realizzata in una dimensione totalmente atemporale, nella quale s'immaginano prendere forma i pensieri e i desideri dell'uomo Manzoni più che dello scrittore.
Si tratta del concorso «Artisti in villa» indetto dall'associazione Castelli e Ville Aperti in Lombardia, con la collaborazione dell'assessorato allo Sport e giovani del Comune. Cinque artisti (tra i 18 e i 35 anni), che fino al 27 ottobre vedranno esposte le loro installazioni in edifici storici cittadini. «Il concorso è stato un modo per far entrare l'arte contemporanea nei luoghi del passato - spiega l'assessore Aldo Brandirali - e per dar la possibilità a giovani talenti milanesi di mettere del loro nel tessuto monumentale della città». Oltre alla dimora del Manzoni, gli artisti hanno realizzato installazioni a palazzo Giureconsulti, palazzo Isimbardi, Villa Clerici e ai caselli di Porta Nuova. «E proprio la sintonia tra l'arte contemporanea e gli antichi palazzi scelti per il concorso - spiega Morena Ghilardi, ideatrice del progetto - è stato uno dei principali parametri di valutazione della giuria per scegliere i cinque vincitori».
Ed è così che «Alice Underground», di Elisa Ferrari, 23 anni, ha conquistato la sede di piazza Mercanti della Camera di Commercio, palazzo Giureconsulti. Palazzo Isimbardi invece, la sede della Provincia, ospita «Cuori di legno», un'installazione visivo-sonora di Concetta Modica, che ha visto negli alberi del giardino, le cui chiome disegnano un elettrocardiogramma, il cuore del palazzo.
A Villa Clerici protagonista è invece «La villa e il giardino», realizzata dai tre artisti dell'associazione Cremisi. Lì, una maglia serrata e regolare di microfoni cattura tutto l'udibile dall'ambiente esterno e lo riporta in un piccolo spazio, scrigno di segreti, attraverso altoparlanti in grado di riprodurre fedelmente ogni suono. Infine, negli ex caselli daziari di Porta Nuova «Sosta sotto l'arco (omaggio a Gaudí)», la scultura interattiva di Barbara Calanni Rindina. Tre blocchi policromi e scintillanti che hanno la capacità di attirare l'attenzione dei passanti sulla volta, che troppo spesso passa inosservata.