L’arte di Ligustro fra Oneglia e il Giappone

Nomen omen. Per Giovanni Berio (Imperia, 1924) un diploma da perito chimico e una professione nel campo dell'industria olearia fino agli anni '80, quando si libera Ligustro. Nome d'arte e de plume dello straordinario Xilopoetografo, che nel richiamo all'arbusto sempreverde dalle foglie ovali e lucenti, evoca l'amore per la natura e il suo animo fiero. Una ventina delle sue raffinate ed eclettiche xilografie policrome, ordinate in una mostra nel salone di rappresentanza del XV piano della sede di Banca Carige (via Cassa di Risparmio 15, Genova), sono la sorpresa per i visitatori che accolgono l'Invito a Palazzo, iniziativa dell'Abi cui l'Istituto partecipa.
Domani (ore 10-19) Banca Carige apre ai visitatori i battenti dell'agenzia 8 (ex-chiesa romanico-gotica, piazza Santa Sabina), della filiale di Chieri a Palazzo Tana e della sua sede nel cuore della Superba. E proprio la sede, aperta al pubblico per otto giorni (6-14 ottobre: sabato e domenica ore 10-19; da lunedì 8 a venerdì 12, ore 15-19), oltre a offrire la visione della sua splendida collezione - che abbraccia la pittura genovese del '500-'600, Van Dyck e Veronese, solo per citarne alcuni, ceramiche, argenti, arazzi e monete - ospita le opere di Ligustro.
«Sorprendenti per poetica e tecnica, poiché coagulano, con il dolce rigore di un haiku, umori ligustici e suggestioni iconografiche giapponesi» spiega Donatella Failla, direttore del Museo d'Arte Orientale Chiossone. Due universi di senso si compenetrano e amplificano a vicenda, nella necessità di un segno che svela storie, tempi e latitudini differenti, unendoli in unico spazio, quello dell'opera. E il suo modus operandi è emblema di questo sentire: Ligustro ha rielaborato l'antichissima tecnica Nishiki-E, riuscendo a stampare 800 colori su un metro, quando la tradizione giunge a otto su un formato massimo di 25x38cm. Questo è stato possibile studiando cliché, inchiostri e registri nuovi, e impiegando diverse tecniche di stampa sulla stessa xilografia, per comporre epifanie ove s'incrociano le rotte liguri e gli stilemi della tradizione nipponica - fiori, animali, calligrafia, geisha - che prendono corpo in sfumature, polveri d'argento, oro, perla e mica, e impressioni a secco, su seta o carta kozo di polpa di gelso. Ed ecco, da «Ineia di Tèmpi Andai», iniziare alla Banca Carige il viaggio nell'opera di Ligustro, tra Oneglia e il Giappone.