L’arte di « riqualificare» solo se non serve

A indignarsi per queste cose si fa la figura dei cretini. O degli ingenui, che in un paese di furbetti, è ancora peggio. Però a noi piace indignarci e riprendiamo dall’ultimo numero di Panorama: il ministero dell’Agricoltura (ma non era stato abolito per Referendum?) ha abbattuto 15 alberi di specie protette per fare spazio a 12 posti auto per il dicastero. Si tratta dei «lavori di riqualificazione di immobile demaniale» del villino liberty in via Panvinio a Roma, dove nel 1925 soggiornò Luigi Pirandello. La «riqualificazione» ha portato al taglio di: 5 Cupressus arizonica, 2 Thuja orientalis, 1 Mespilus germanica, 2 Laurus nobilis, 2 Ligustrum, 3 Cedrus atlantica. Tradotto in volgare: cipressi, nespoli, allori, cedri. Sempre per «riqualificare» la palazzina hanno poi pensato bene di abbattere la caratteristica scala esterna per sostituirla con un ascensore di ferro a vista: l’immobile è alto un piano e mezzo. (Tra parentesi ciò spiegherebbe anche perché i dipendenti ministeriali vengano spesso descritti come «culi di pietra»).
Il secondo motivo di indignazione viene dalla lettura di un articolo di Marina Terragni su Io donna che lancia l’allarme per Bocca di Magra, piccolo lembo di terra ancora incontaminato dove il fiume Magra si butta nel mare, al confine tra Liguria e Toscana. Anche qui si vuole «riqualificare». Una società, la Marinella SpA, ha presentato un progetto che suscita già polemiche tra i locali e lascia perplessi. Prevede la creazione di un porto turistico da mille posti barca e la «riqualificazione» delle spiagge e del caratteristico paesaggio agricolo, fatto di canne e disordinata vegetazione naturale, con una ben ordinata urbanizzazione che prevede lo spostamento di strade, la costruzione di alberghi, nuove case, esercizi commerciali, parcheggi e tutto il resto. Non sarà che a forza di riqualificare, i potenziali turisti, specialmente gli stranieri, sceglieranno altre mete non ancora «riqualificate»?
Terza segnalazione, dalle lettere del sito Dagospia. Tema: Napoli e i rifiuti. Testo: «Se io avessi una attività turistica di qualsivoglia genere che costituisse la mia principale fonte di sostentamento non ci penserei due volte a costituirmi parte civile contro la regione Campania per il gravissimo danno di immagine dato al nostro Paese». Ecco, qui che ce ne sarebbe bisogno, nessuno riesce a «riqualificare» l’area.
caterina.soffici@ilgiornale.it