L’artigianato scarseggia di «quote rosa»

Le imprese «in rosa» perdono colpi. È quanto rivela una ricerca dell'Unione artigiani della provincia di Milano che indica una flessione della realtà artigianale dal 14,26% al 14,23% rispetto al totale delle imprese individuali. Il calo è modesto ma conferma un trend negativo in atto da anni. Si passa infatti dal 17,11% del 1994 al 15,87% del '99 fino ad arrivare al 15,35% del 2003. La ragione, come spiega il segretario generale dell'Unione artigiani, Marco Accornero, è da rintracciare nella difficoltà del ricambio generazionale che porta alla perdita di alcune figure caratteristiche. In valori assoluti nel primo trimestre 2006 si registrano 10.314 imprese al femminile su un totale di 72.943. «Siamo di fronte ad una contrazione che ci preoccupa non poco», commenta Accornero che spiega il calo con «la tendenza a perdere alcuni mestieri tipicamente femminili che si collocano soprattutto nei settori dei servizi al pubblico, delle confezioni e, dato ancora più allarmante, in quello dell'artigianato artistico come ad esempio le lavorazioni della ceramica, del tessuto, delle pietre». La ragione, spiega la ricerca, non è da rintracciare nelle difficoltà economiche ma nella mancanza di ricambio generazionale.