Via l’asilo, arriva la coop

Roberta Gallo

No alla chiusura della scuola materna Santa Marta. Tutto il quartiere di San Gottardo si è mobilitato per mantenere la struttura attiva e funzionante. Anche il cardinale Tarcisio Bertone si è mosso per sostenere la lotta dei genitori e ha pronunciato parole di encomio nei confronti delle suore che gestiscono il piccolo asilo di via Trensasco. Parole che hanno fatto ben sperare le famiglie sulla continuazione del servizio per l'infanzia da parte delle Madri di Santa Marta.
L'intero consiglio di circoscrizione della IV Valbisagno ha scritto una lettera al sindaco per sostenere la battaglia delle suorine e delle famiglie. «Ritengo che ciò rappresenti un fatto raro e importante - sostiene Maurizio Uremassi, consigliere di Forza Italia - in quanto viene da tutti riconosciuto, indipendentemente dal coloro politico, come l'opera di un Istituto religioso sia ritenuto insostituibile dal quartiere».
La notizia della chiusura, preventivata per giugno 2006, ha generato sgomento e sconcerto tra i cittadini di San Gottardo e ha creato gravissimi problemi e incognite per il futuro. Anche occupazionali. Non si sa, infatti, che fine faranno le sei insegnanti che lavorano presso l'asilo. Ma non sarà nemmeno facile collocare i 75 bambini che frequentano e i previsti altri 38 che entrerebbero il prossimo anno. Gli asili comunali e statali della zona sono pieni e con lunghissime liste di attesa. Per tutti questi micro scolaretti non c'è proprio la possibilità di continuare a frequentare una scuola dell'infanzia nella zona. Se le suore di Santa Marta fanno le valigie, al loro posto si prospetta l'arrivo di una cooperativa. Ma i genitori non ci stanno e la scorsa settimana sono scesi in piazza per protestare e attuare una petizione che smuova Comune, Curia e casa madre delle suore di Santa Marta di Roma a favore dell'ordine religioso.
Il cardinale Bertone ha assicurato che al novanta per cento esiste una soluzione proposta dalla Curia. «Si potrebbe pensare - dice - ad un altro ordine ecclesiastico che sostituisca le suore di Santa Marta o una società creata dalla Parrocchia con formazione degli insegnanti da parte delle stesse suore di Santa Marta». Ancora più preciso e completamente a conoscenza del problema è stato il suo Segretario che ha dato concrete speranze in merito alla salvezza della scuola che rimarrebbe in buone mani - ha precisato - e non cadrebbe in «mani rosse». Adesso si aspettano risposte concrete alle missive. Una sorpresa potrebbe esserci sotto l'albero di Natale.