L’asinello pioniere Guz tenore al Carlo Felice

Guardando Guz, l'asino pioniere partorito dalla fantasia del giovane Emanuele Luzzati, già si intravedono quei tratti tipici dell'arte grafica che noi genovesi conosciamo così bene. Ci sono atmosfere e personaggi un po' alla Chagall, ma dallo sfondo di colori vivacissimi già si staccano quelle sagome che fanno il tratto caratteristico del «découpage» luzzatiano.
«L'Israel dei bambini», mostra allestita nel Foyer del Carlo Felice fino al 3 febbraio con ingresso libero, vuol far conoscere l'unico fumetto disegnato e scritto da Luzzati, «Le avventure di Guz, l'asino Haluz» («pioniere»), pubblicato tra il 1949 e il 1952 in un quindicinale per bimbi ebrei - «L'Israel dei bambini», appunto - a cura del Movimento Hechaluz d'Italia: 26 tavole e più di 100 strisce firmate «Lele» e sottolineate ognuna da una strofa di due versi in rima nello stile del «Signor Bonaventura», fonte di ispirazione principale come dichiarato dall'autore stesso.
Le strisce illustrano le peripezie di un povero asinello che vuole raggiungere i suoi padroncini Leo e Lalla partiti dalla loro casa per vivere in un Kibbuz in Palestina: innumerevoli gli scenari, a partire dall'amatissima città di Genova o dall'immancabile teatro dell'opera, in cui Guz riesce persino ad essere scritturato come tenore; il tutto arricchito da personaggi improbabili o grotteschi, che compaiono per poi scappare e per ritrovarsi infine nuovamente al fianco dell'eroe nel suo viaggio travagliato. La mostra è al centro di una serie di iniziative dedicate ad Emanuele Luzzati e proposte dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, dalla Fondazione Cultura e da MIL Onlus, Museo Internazionale Luzzati, nel periodo della memoria in ricordo della shoah: a partire da «Il Turco in Italia» di Rossini, in cartellone al Carlo Felice dal 20 al 31 gennaio e che utilizza appunto le scene di «Lele»; per proseguire con la consegna del «Premio Porta Siberia» allo scrittore israeliano Meir Shalev (25 gennaio ore 17 Museo Luzzati), in virtù della collaborazione e dell'amicizia con il «nostro» scenografo, maturata, tra l'altro, nel libro «Un serpente, un diluvio e due arche», ripubblicato l'anno scorso da Frassinelli: storie dalla Bibbia (naturalmente illustrate) riscritte in un linguaggio semplice e moderno per i bambini. E proprio con Meir Shalev sarà l'incontro «Emanuele Luzzati e l'infanzia» introdotto da Luca Borzani, Raffaele Niri e Sergio Noberini, il 26 gennaio alle 18 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Infine il Concerto del giorno della Memoria, il 27 gennaio alle 20.30 al Carlo Felice (con prova aperta alle scuole al mattino), diretto da Yoel Levi, con l' «Adagio» di Barber, i «Kindertotenlieder» di Mahler, la «Sinfonia dei Salmi» di Stravinskij e i «Chicester Psalms» di Bernstein. «Sono felice ed orgoglioso che per una ricorrenza così importante collaborino tre istituzioni - ha detto Luca Borzani, presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in occasione dell'inaugurazione della mostra - perché solo unendo le forze si costruisce qualcosa di concreto; agendo singolarmente, cadremmo tutti nell'autoreferenzialità».
Il foyer è quindi allestito e aperto al pubblico, pronto per il «Turco»: non si è toccato l'argomento amaro dei tagli alla programmazione lirica. Tutto si dovrebbe giocare oggi, nella riunione che il Commissario Straordinario Giuseppe Ferrazza terrà con i dirigenti del Teatro per definire la delicata situazione finanziaria. E sarebbe l'ora, visto che il mandato di Ferrazza sta per giungere al termine.