«L’asma di Petacchi? Quel limite è folle»

Sarà una volata anche questa, perché Petacchi spera di poter essere alla fine al via del prossimo Tour de France. Lui che si è esaltato ed ha esaltato i suoi compagni di squadra, adesso ha bisogno di un altro tipo di «gregario», uno specialista come il dottor Giuseppe Pieraccini, il quale dovrà dimostrare lunedì prossimo, scienza alla mano, la buona fede del corridore.
A pesare contro Petacchi c'è l'esito delle analisi fatte a Barcellona. Non ci sarebbe evidenza che con una terapia inalatoria si possa arrivare a concentrazioni così elevate (1.400 ng/ml; oltre 1.000 ng/ml la Wada considera il test «adverse analytical finding», la dicitura che si usa oggi per definire la positività). E, per non tenerne conto bisognerebbe smontare l'attendibilità scientifica delle prove fatte in Spagna. A favore ci sarebbe uno studio effettuato nel 2003 dalla Commissione medica olimpica svizzera su un quattrocentista trovato positivo al salbutamolo addirittura per 8.000 ng/ml nell'estate del 2002. Lo studio rivelerebbe come sia possibile anche attraverso il semplice uso terapeutico (3 inalazioni un ora e trenta minuti prima della gara e 3 all'arrivo) superare di gran lunga i 1.000 ng/ml.
«Io non mi occupo di atleti, ma di persone che soffrono di gravi patologie respiratorie e posso solo dire che i livelli toccati da questi test sono effettivamente molto elevati – ci spiega Massimiliano Maruzzi, responsabile di unità semplice, specialista in pneumologia all’ospedale Sacco di Milano -. Facciamo un esempio classico: per arrivare ad una concentrazione di 1200 ng/ml è necessario inalare 12 spruzzi di Ventolin per sei volte al giorno ogni quattro ore. Chi è costretto a questo tipo di terapia è considerato molto malato. Cosa mi rende perplesso di questa vicenda? I limiti previsti dalla Wada: 1000 ng/ml è un limite semplicemente folle. Poi ognuno tragga le proprie conclusioni».