«L’assassino del vigile non è minorenne»

Ma quale minorenne come sostengono i famigliari, il nomade che ha travolto e ucciso il povero Nicolò Savarino sarebbe maggiorenne. E da almeno un anno. Ai genitori che l’altro giorno hanno presentato un certificato per dimostrare come il ragazzo sia nato nel maggio del 1994, hanno replicato ieri gli investigatori esibendo due esami ossei con cui si dimostrerebbe la maggiore età dell’indagato. C’è il sospetto di un tentativo di scambio d’identità con il fratello dell’indagato, ieri fermato e portato in questura per verifiche. Mentre proseguono anche i controlli per capire se l’assassino avesse un passeggero con sé.
Insomma l’inchiesta, una volta fermato il principale responsabile del delitto, prosegue con una serie di accertamenti tecnico-scientifici. Il più doloroso questa mattina all’istituto di medicina legale: l’autopsia sul corpo dello sfortunato vigile di quartiere. Difficile però possa cambiare ricostruzione dei fatti, ma anche aggravare o alleggerire le responsabilità di Goico Jovanovic. O Goico Nicolic come sostengono i genitori che l’altro giorno hanno esibito un certificato francese in cui si attesterebbe la nascita nel maggio del 1994 in un carcere parigino di «Goico Nicolic» dal nome della madre. Dati confermati da una carta d’identità rilasciata dal Comune di Padova.
La maggiore o minore età è infatti questione non da poco, significa passare da una quasi sicura condanna all’ergastolo a una più mite sentenza a una decina d’anni. L’età esatta del giovane comunque è tutta da accertare. Per la polizia infatti fanno fede due diversi esami radiologici sullo sviluppo delle ossa del polso effettuati su Goico dopo altrettanti fermi. Il primo eseguito l’11 giugno del 2010 indicherebbe in almeno 17 gli anni del nomade. Il secondo il 24 dicembre del 2011 che stabilisce appunto come, a distanza di 18 mesi, il ragazzo abbia almeno 18 anni. Va tenuto conto che per la legge questi accertamenti sono considerati «parametri di riferimento per la determinazione dell’età biologica». Molto attendibili, ma non prove inoppugnabili come le impronte digitali o il Dna. Pertanto saranno necessari ulteriori verifiche sui documenti presentati dai familiari. Per questo ieri quel che dovrebbe essere il vero Goico Jovanovic è stato fermato dalla polizia locale e portato in questura.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti per capire se ci fosse qualcuno a suo fianco la sera del 12 gennaio. Il collega di Savarino infatti è «quasi» certo di aver visto un’altra persona a bordo, come del resto altri testimoni. Ma il buio, i vetri oscurati e la concitazione possono aver falsato la percezione. In ogni caso al momento l’omicidio volontario viene contestato solo a Goico mentre nessuna accusa risulterebbe a carico dell’ipotetico passeggero. Ugualmente ricercato, ma solo come testimone in grado di chiarire molte cose. Come del resto anche lo stesso indagato, che innanzitutto dovrà spiegare perché quella reazione scellerata di fronte a un veniale investimento pedone. Dall’Ungheria, dove è detenuto, ha fatto sapere di aver perso la testa perché guidava senza patente e che in macchina non c’era nulla di illegale, refurtiva, armi o droga. Un’attesa che dovrebbe risolversi nei prossimi giorni in quanto il ragazzo ha accettato di farsi giudicare in Italia, rendendo più semplici le procedere di estradizione.
Nel frattempo per ricordare il sacrificio del coraggioso agente, questa sera alla Bovisa si svolgerà una «camminata» organizzata dal consiglio di zona 9.