L’asse lombardo beffa Siena Varese batte i toscani Milano vince e va in vetta

Piove sulla verbena senese. Il basket scopre di non avere più una squadra imbattibile da inseguire. Se ne accorge Milano che da ieri, dopo la vittoria a Biella, è sola in testa alla classifica, imbattuta e quasi felice dopo l'imprevista caduta casalinga, in Eurolega, contro Lubiana che ha davvero pochi soldi per pagare americani di terza categoria, ma risorse tecniche per presentare sempre qualcosa di nuovo come succede da anni, dai tempi di Mago Sagadin. Un fenomeno da registrare questo dell'Armani imbattuta e al comando, non accadeva da 16 anni, dai tempi di Tanjevic, anche se siamo soltanto alla terza giornata, anche se è presto per dire che il Montepaschi rifatto per quattro quinti della sua formazione base è meno forte delle squadre che hanno vinto scudetti per 4 stagioni di fila, dal 2006 a giugno 2010.
Certo qualcosa è cambiato, chi insegue non sembra più avere paura di questa Siena che Varese ha guardato bene negli occhi prima di strapparle le poche certezze di un avvio difficile, punendola con Jobey Thomas, lasciandola senza parole con il tiro libero ad un centesimo dalla fine dove Ron Slay, un talento che fa cose importanti e sciagurate nella stessa partita. Un tipo che, però, sa giocare bene davvero anche se ha qualche chilo in più ed è tornato alla Cimberio solo da qualche settimana, è lui l'uomo che, insieme a Kangur, uno scartato incautamente da Bologna, ha ridato il sorriso a Recalcati, tornato per il ventesimo campionato da allenatore in serie A dopo la lunga parentesi con la Nazionale portata prima all'apoteosi dell'argento olimpico e poi accompagnata nel deserto della crisi.
Strana storia quella di micione Charlie che a Siena diede il primo scudetto 6 stagioni fa, avendo come assistente proprio il principe designato Pianigiani, che ha lasciato Azzurra proprio all'avversario che sabato sera ha scoperto la saggezza del vecchio maestro, se i bolliti sono così allora attenti cari giovanotti della panchina, che non si è lasciato intimorire dalla rimonta con sorpasso, dallo svantaggio di 8 punti a 6' minuti dalla fine, facendo bene i conti con le incertezze normali per una Siena rinnovata e più prevedibile, centellinando i suoi uomini chiave.
Siena che cade lascia a Milano la testa della corsa e la cosa non succedeva, nel nostro campionato, dalla dodicesima giornata del campionato 2006-2007, 17 dicembre, atmosfera di Natale, un testa a testa con la Virtus di Zare Markovski staccata definitivamente soltanto alla prima di ritorno, nella stagione chiusa con 60 punti lasciando a 44 la Milano di Djordjevic e la Roma di Repesa, oltre alla Vidi Vici bolognese, prima del trionfo nei play off che davano a Pianigiani il suo scudetto numero uno.
Milano al primo posto in classifica, forse, darà un sorriso a Piero Bucchi che si sente sempre un po' incompreso e sfortunato perché anche per vincere a Biella ha dovuto fare a meno di Pecherov, uomo chiave nella vittoria di Mosca, all'esordio in Eurolega contro il CSKA. Gli è bastato il sindaco Rocca, sua immensità in ogni tipo di battaglia dove, magari, si perdono gli artisti alla Finley o alla Jaaber, gli è servito il David Hawkins da sbarco nella bella arena dove Biella sognava una notte da regina, perché anche per lei la sfida valeva il primo posto. Più logico che ci sia Milano lassù in testa, in attesa che possa recuperare oltre a Pecherov anche il Petravicius che ieri non ce la faceva proprio contro il bosniaco Goran Suton, sperando che Maciulis e Mancinelli continuino su questi standard. Per Siena inseguire vuol dire lavorare con più rabbia, avendo in mezzo una difficile strada europea, aspettando il faccia a faccia del 5 dicembre quando sarà Milano a visitare la casa dei campioni per scoprire a che punto è la vera caccia.