L’asse Roma-Siena in favore dell’arte

È San Michele Arcangelo, dipinto su seta da Guido Reni, ad accogliere i visitatori nella XXVI Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni culturali, che si tiene a Castel Sant’Angelo dal prossimo 21 aprile (e fino al 20 giugno). Un felice incontro tra la scultura bronzea che corona l’antico edificio simbolo della città e il dipinto proveniente dalla chiesa dei Cappuccini di via Veneto, appena restaurato. Quest’anno il titolo della mostra è «L’arte italiana del Cinquecento e del Seicento» e vede protagonista il patrimonio del Fondo Edifici di Culto del ministero dell’Interno e insieme un nucleo di pregevoli opere provenienti dalle collezioni della Banca del Monte dei Paschi di Siena. L’esposizione, costituita da circa 60 opere, dedica inoltre un'apposita sezione ai recenti recuperi di tesori d’arte. Le opere del Fec provengono da importanti basiliche e chiese come San Domenico a Bologna, Santa Croce a Firenze, San Domenico e Santa Maria della Sanità a Napoli, Santa Maria in Vallicella, l’Aracoeli e San Silvestro al Quirinale. Dalla chiesa di Sant’Antonio Abate a Palestrina proviene un capolavoro raffigurante un santo decollato, per il quale era stato proposto come autore il Caravaggio. Finalmente restaurato, è stato ora attribuito a Battistello Caracciolo, il primo allievo del Caravaggio a Napoli. Ma anche l’identificazione del santo è cambiata. Mentre prima si pensava a Sant’Agapito, ora è stato chiarito che si tratta di San Gennaro. Opere senesi di Domenico Beccafumi, Bernardo Strozzi, Francesco Rustici e Bernardino Mei, si alternano ad altre di ambiente romano del Cavalier d’Arpino, di Pietro da Cortona, del Bernini, del quale è esposta una terracotta raffigurante San Girolamo, e di tanti altri accostando le due città in un comune discorso artistico, inaugurato a Roma nel Cinquecento dal celebre banchiere senese Agostino Chigi e dal medico senese Giulio Mancini.