L’assemblea della banca d’affari ha ieri approvato lo statuto. Nel «cds» entrano Denozza e Zunino in rappresentanza degli azionisti di minoranza Svolta a Mediobanca: inizia l’era Geronzi Il neo presidente promette «crescita, stabilità e amicizia co

Nagel: «Nessun aumento di capitale a breve». Ok al piano di stock option

da Milano

Cesare Geronzi è il nuovo presidente di Mediobanca, il primo del «consiglio di sorveglianza», l’organo eletto ieri dall’assemblea che ha approvato lo statuto che ha eliminato il consiglio d’amministrazione. Ora l’attenzione si sposta su lunedì, prima riunione del «cds», chiamato a nominare il secondo consiglio della nuova governance duale, quello «di gestione». Un appuntamento importante perché non è ancora chiaro se sarà Gabriele Galateri, presidente uscente del cda, a essere nominato al vertice del «consiglio di gestione».
Ma da ieri la conferma di Galateri sembra più concreta, ancorché come soluzione transitoria nel caso di un suo approdo al vertice di Telecom. D’altra parte lo stesso Galateri ha ieri rivendicato, con orgoglio, la bontà del lavoro svolto: «Vorrei dire che questo istituto ha funzionato molto bene in tutti i suoi 60 anni di esistenza tradizionale e in particolare negli ultimi 4 anni in cui ha lavorato in sintonia con Alberto e Renato», riferendosi al dg Nagel e al condirettore Pagliaro. «Noi naturalmente siamo pronti a continuare a farlo», ha aggiunto. Mentre Bolloré, leader dei soci francesi di Mediobanca, ha poi chiosato con una frase precisa: «È il consiglio di sorveglianza che lo deciderà. Galateri è una persona molto capace, quindi...». Mentre Tarak Ben Ammar ha parlato di «presidente fantastico».
Come da copione, la lista di maggioranza presentata in assemblea dal patto di sindacato ha ottenuto 19 consiglieri del cds su 21, con la nomina automatica a presidente di Geronzi, che dall’1 luglio assumerà anche la presidenza del patto. Ma che già da ieri si è mosso nei nuovi panni, con le prime ore di lavoro da presidente del cds: terminata l’assemblea si è fermato un paio di ore in piazzetta Cuccia, dove si è riunito con il vertice dell’istituto. Poi ha fatto visita a Mediobanca anche Piergaetano Marchetti, presidente uscente del patto, in una sorta di passaggio di consegne. Sulla nuova Mediobanca, Geronzi ha parlato di «nuove sfide» per il futuro: «Crescita, stabilità e amicizia con tutti».
Con Dieter Rampl vicepresidente, completano il cds Jean Azema, Ben Ammar, Gilberto Benetton, Antoine Bernheim, Roberto Bertazzoni, Vincent Bolloré, Angelo Casò, Giancarlo Cerutti, Ennio Doris, Pietro Ferrero, Jonella Ligresti, Fabrizio Palenzona, Carlo Pesenti, Eugenio Pinto, Eric Strutz, Marco Tronchetti Provera e Gabriele Villa. Gli altri due posti sono andati alle liste di minoranza. Per il fondo Amber Capital (salito al 2,9% e appoggiato anche dagli istituzionali) è stato eletto Francesco Denozza, mentre Luigi Zunino (3,7%) è entrato per conto del suo gruppo.
Infine, ha detto Nagel, Mediobanca non ha in programma alcun aumento di capitale a breve termine, pur avendo ottenuto (per il cdg) una delega per aumentare il capitale per un massimo di 100 milioni nominali. L’assemblea ha anche approvato una ricapitalizzazione da 20 milioni riservata a un nuovo piano di stock option.