L’assessora si promuove con il «Quaderno proibito»

Ultima seduta del consiglio provinciale, quasi come fosse l'ultimo giorno di scuola al quale poi seguiranno, per tutti, i terribili esami che determineranno i promossi e i bocciati. Proprio in questa atmosfera l'assessore alla cultura della Provincia di Genova fa stampare 2.000 copie di un non meglio identificato «Quaderno Proibito» (proibita sarebbe dovuta esserne solo la diffusione) da regalare alle donne in occasione dell'8 marzo, spendendo 11.000 euro per un'iniziativa da far strabuzzare gli occhi. A questa somma si accompagna la spesa di altri 520 euro per la stampa delle relative locandine pubblicitarie ed infine, per completare il pacchetto, altri 1.440 euro per la stampa di «segnalibri profumati alla lavanda». Premettendo che, così come questo libro, il solo odore della lavanda mi dà il voltastomaco, mi sono comunque impegnato a leggerlo per tentare di scovarne una qualche utilità sociale che potesse giustificarne la spesa, prima di presentare l'interrogazione in consiglio. All'interno di tale assurdità sono riportati racconti, traduzioni, poesie ed altri componimenti scritti dallo stesso assessore/a, più una lunga serie di fotografie che ritraggono le sue immagini nel corso degli anni, sia nello svolgimento delle funzioni istituzionali che in circostanze private. È già un capolavoro la seconda pagina in cui ci scrive: «Ho appiccicato anche foto di me stessa. Non quelle più da “figa”. Quelle che mi piacciono».
Non riuscendo a capire se si trattasse di una eventuale forma di delirio propagandistico o di un attacco fulminante di lucida follia, tra l'attonito e lo sbigottito sono andato avanti nella lettura. Si trovano pseudo-colloqui con Biancaneve, con Cenerentola e testi di canzoni & spartiti musicali (forse inediti dell'assessore...), con accostamenti della sua persona a Maria Teresa di Calcutta: come cittadino mi rovesciavo dal ridere, come consigliere provinciale mi cadevano... le braccia! Ma non è finita: tra le pagine l'assessore ha creato anche una sottospecie di rubrica personale, immaginando di parlare con i lettori e rispondendo agli stessi, un po' come la trasmissione di Gigi Marzullo: si faccia una domanda e si dia una risposta. Durante la mia esposizione in consiglio, ho pensato che forse ero io ad essere troppo di parte ed eccessivamente severo nel giudizio su tale scempio, quando però si è alzato anche il capogruppo dei Ds e ha proseguito «nell'affondo» dando addirittura ragione alle mie tesi (quasi mai successo prima), mi sono reso conto che questo spreco di denaro pubblico era davvero indifendibile. Naturalmente, in apertura del libro, ci sono prefazione e fotografia del presidente Repetto che, con un coraggio davvero unico, è stato il solo a riuscire a magnificare le motivazione di questo scritto.
Nel settore della cultura in questi cinque anni la Provincia ha fatto acqua da tutte le parti, riuscendo pure a mancare «l'aggancio» con il 2004 quando Genova era Capitale della cultura: infatti, proprio in quell'anno, Repetto pensò bene di licenziare l'assessore alla Cultura di allora, evidenziando, nel momento più sbagliato, le grandi carenze della Provincia in questo campo. Certo, non c'è da stupirsi, perché tale esempio è solo l'ultimo relativo agli sprechi che ho visto compiere nel corso del mio mandato. Ora ci saranno le nuove elezioni quindi, come diceva Renzo Arbore in un suo famoso spot, «meditate gente, meditate!».
* Vice Capogruppo Forza Italia