L’assessore cambia nome all’inceneritore e prende applausi

Gli ambientalisti a Tursi appoggiano il piano di Senesi che però non dice quale impianto vuole fare

Era un po’ di tempo che non si sentivano applausi in aula rossa a Palazzo Tursi. A guadagnarsi l'applauso del pubblico, composto essenzialmente ambientalisti e comitati di quartiere, l'assessore al ciclo dei rifiuti, Carlo Senesi. Al termine dell'illustrazione del piano di gestione, infatti, l'assessore ha detto che «non si deve più parlare di inceneritore». Applauso. E, ha continuato l'assessore che evidentemente ricordava le uova a Roberto Cassinelli, primo a parlare di inceneritore a Tursi, «nei nostri dibattiti si deve parlare di impianto finale per lo smaltimento dei rifiuti che resteranno a margine di una raccolta differenziata multimateriale spinta». In parole povere, meglio non parlare (almeno per ora) di inceneritore. L'apposita commissione tecnica che sarà chiamata a decidere sul destino ultimo della rumenta genovese, dovrà infatti dare una risposta entro la fine del 2008. Ma, attenzione, l'inceneritore resta una delle ipotesi, che potrà essere nuovamente presa in considerazione. «Come ingegnere - ha spiegato l'assessore Senesi - non presenterei un progetto per un inceneritore tradizionale».
Cosa presenterebbe, quindi, non è per ora dato saperlo, ma al di là dell'«impianto finale», il piano per la gestione dei rifiuti prevede altre tappe, più immediate. In cima alla lista, lo studio sulla raccolta differenziata nei quartieri guida Pontedecimo e Sestri Ponente. Una raccolta «portone a portone», affidata ad Amiu, con la supervisione del Comune, che inizierà nei prossimi mesi e che servirà per capire come e in che dimensioni potrà essere svolta la differenziazione dei rifiuti nella nostra città. Ma anche per mettere alla prova il virtuosismo dei genovesi. Perché, come non ha mancato l'occasione di ricordare il sindaco Marta Vincenzi questo è l'anno della «responsabilità». Entro giugno, stando ai desideri espressi dall'assessore Senesi, dovrebbe poi partire la gara per la costruzione un impianto di valenza provinciale per il trattamento dell'umido (cosa che a Genova non esiste). In più ogni municipalità potrebbe essere dotata di un'isola ecologica.
La lunga discussione che ha accompagnato la presentazione dell'assessore Senesi, ha visto le forze dell'opposizione esprimere più volte la necessità di un inceneritore.
È stato stimato che la discarica di Scarpino possa accogliere i rifiuti prodotti sul territorio genovese per altri 9 anni. «Stiamo discutendo su delle dichiarazioni d'intento dell'assessore e del Comune - ha detto Vincenzo Lorenzelli, Udc -. Per ora di concreto e reale non c'è ancora nulla». E Enrico Musso, gruppo misto, avverte: «Attenti a non far passare troppo tempo - ha spiegato - Si rischia, come al solito, di non fare nulla. In questo contesto non ce lo possiamo permettere». Musso ha chiesto inoltre che la Tia, la tassa sui rifiuti, sia modificata per arrivare a tariffe più eque, con elementi di incentivazione economica per chi svolga con attenzione la raccolta differenziata. Una battaglia, quella contro la Tia iniqua che interessa anche la maggioranza: consiglieri di Ulivo, Sinistra Europea, Comunisti italiani e Italia dei Valori, hanno presentato a questo proposito un ordine del giorno. E la maggioranza non è troppo compatta sul piano per la gestione dei rifiuti. «Fa bene l'opposizione a ridere - ha detto Nicolò Scialfa, Unione a sinistra - quando sente dire a Bassolino che non si dimette».