L’assessore Ds è pronto a dedicare una scuola genovese a Quattrocchi

Massolo ha anche firmato la petizione per la medaglia d’oro: «Iniziativa di An? Nessun problema»

Diego Pistacchi

Iscritto ai Ds. Come Gabriella Biggio, ad esempio. Assessore Ds, come Mario Margini o Luca Borzani, per fare due nomi. Ma, al contrario della compagna consigliera a Palazzo Tursi, non ritiene di giudicare Quattrocchi «per i suoi valori per cui è vissuto». E al contrario dei colleghi assessori comunali, non ha preferito osservare in silenzio la selta dell’assemblea. Lui, Eugenio Massolo, responsabile della pubblica istruzione per la Provincia di Genova, su Fabrizio Quattrocchi, ha preso una posizione. E l’ha presa al di fuori di ogni ideologia politica. Anzi, precisa subito una cosa: «Rispetto la scelta e l’opinione di tutti, ovviamente anche quella dei miei compagni di partito, però non la condivido».
No che non la condivide. Ha firmato per la richiesta di medaglia d’oro.
«Quattrocchi è stata una vittima del terrorismo, l’unico di un gruppo di altre tre persone che per fortuna si sono salvate, ad essere stato trucidato barbaramente. Ed è morto con grandissima dignità e coraggio. Di questo sono rimasto colpito».
Quindi lo vede come una figura positiva?
«Di lui penso esattamente quello che ho voluto sottolineare con la mia firma sulla petizione per la medaglia d’oro».
Il banchetto delle firme era di Alleanza nazionale.
«Ritengo sia una questione sulla quale non c’entrano gli schieramenti politici, ma si debba giudicare gli avvenimenti sulle persone e sui fatti. E io ho visto in quel filmato un uomo inginocchiato davanti a una fossa nella quale sarebbe stato gettato il suo cadavere, che in quel momento ha sentito il dovere di rappresentare tutti gli altri, tutti gli italiani».
La politica dunque non c’entra?
«Non mi interessa sapere come la pensasse politicamente. Magari era di destra, ma cosa vuol dire? Così come io non ho avuto alcun problema a firmare ad un banchetto di An. Anche perché è stata solo l’adesione al punto: è opportuno o meno intitolare una strada a Quattrocchi».
Non tutti l’hanno pensata così.
«Beh, ritengo che non sia stato utile che la città si sia divisa».
A Genova è successo. Si è parlato di «mercenario».
«Ho saputo che Veltroni, del mio stesso partito, a Roma si è fatto promotore dell’intitolazione di una via. Per dimostrare che la politica non c’entra. Forse qui la cosa è partita male, è stata cavalcata politicamente. Quattrocchi in Irak non faceva nulla di criminoso, rispettava un contratto di lavoro».
Lei la strada l’avrebbe concessa?
«Mi è già capitato di inaugurare un’aula del Nautico di Camogli che è stata dedicata alle vittime di Nassirya e a quelle di Madrid».
A proposito. Tra poco se ne parla in Provincia. Potreste intitolare una scuola a Quattrocchi?
«L’iniziativa non è riconosciuta alla Provincia, ma alle istituzioni scolastiche. Dovrebbe essere la direzione scolastica a proporlo. Comunque io ero soddisfatto di aver inaugurato quelle aule per Nassirya e Madrid. Credo sia un modo giusto per riflettere sugli eventi del nostro tempo».
Ma lei darebbe parere favorevole?
«Noi assessori non abbiamo diritto di voto, i gruppi consiliari faranno le loro valutazioni. Spero senza anatemi da nessuna parte».
Non le è piaciuta la posizione Ds in Comune?
«Non l’ho condivisa, anche nelle motivazioni. Ma la rispetto. Più passa il tempo e più mi convinco della mia posizione. Piuttosto non mi è piaciuto il dibattito che c’è stato. Tutto troppo politico, non sul fatto».
L’ora del riscatto, per Genova, forse non è così lontana. Proprio mentre la giunta di Trieste ha deliberato di dedicare una via a Quattrocchi.