L’assessore fa la festa per la figlia nei cortili chiusi al pubblico

In effetti l’Aranciera ottocentesca costruita sui resti medievali di Porta Metronia, nei giardini di proprietà dell’Assessorato alle Politiche ambientali di Roma, è un proprio bel posticino per farci una festa. Bella anche l’idea di montare all’ingresso una giocoliera gonfiabile di tre metri, per far divertire i bambini e allietare i 150 invitati alla festa della figlia di Fabio De Lillo (nella foto), assessore alle Politiche ambientali di Roma. Peccato che quel cortile dovrebbe essere chiuso al pubblico, e la destinazione a location per party famigliari sarebbe una pura invenzione dell’assessore stesso.
Ora il sindaco di Roma Gianni Alemanno sta aspettando una «relazione dettagliata su quello che è successo» il 2 novembre scorso. Racconta la cronaca romana di Repubblica che l’assessore De Lillo avrebbe «autorizzato» a se medesimo la festa, visto che il nulla osta per usi eccezionali del cortile ottocentesco (ovvero «attività di carattere culturale») spetta all’assessore all’Ambiente, cioè a lui. De Lillo però contesta la ricostruzione: «Non si è trattato di una festa privata, ma di promozione della cultura ambientale, con libero accesso dei cittadini. La società che ha organizzato la manifestazione “Le domeniche dei picnic”, ha voluto riunire chi ha collaborato al successo dell’iniziativa in veste di promotore o partecipante».
Già era successo un’altra volta, quando al Campidoglio c’era però Veltroni. L’allora assessore alla Cultura, Silvio di Francia, chiese di poter utilizzare l’Aranciera per il ricevimento delle nozze della sorella. Purtroppo per lui, gli fu detto di no. Ora invece l’affaire De Lillo è già pretesto per le solite schermaglie. Rutelli battutista: «Io speriamo che me la cavo: ecco lo slogan della giunta Alemanno», altri del Pd chiedono le dimissioni. Per il Pdl invece «solo accuse strumentali».