L’assessore-giardiniere ripianta i lecci in via Diaz

I cittadini potranno di nuovo tirare una boccata d’ossigeno e ripararsi all'ombra dei lecci di via Diaz (in realtà al posto delle panchine è sorto un parcheggio per motorini), dove ieri, alla presenza dell’assessore Roberta Morgano e del direttore generale dell’Aster Mauro Grasso, è iniziata la «messa a dimora» dei 28 alberi «quercus ilex» promessi dal sindaco Marta Vincenzi. In occasione della recente visita di Benedetto XVI, infatti, un blogger aveva puntato il dito contro l’abbattimento di 16 piante della stessa specie, imputando tale «scempio» alla presunta necessità di eliminare ogni ostacolo che potesse coprire la visuale del palco allestito per la cerimonia officiata dal Santo Padre.
Gli alberi erano malati, indeboliti nella struttura lignea da un’infestazione di coleotteri, hanno replicato gli esperti dell’Aster per giustificare l’ardua scelta. Niente da fare. La denuncia ha innescato una valanga di proteste online di cittadini ecologisti o anticlericali, e un’accesa polemica bipartisan, culminata nelle interrogazioni dei consiglieri comunali Andrea Proto (Idv) e Franco De Benedictis (Lista Biasotti). Gli amati lecci, che da quasi un secolo adombravano lo spartitraffico fra la Scalinata delle tre caravelle e piazza della Vittoria, torneranno dunque al loro posto. Il Comune è stato di parola, e ieri mattina i tecnici dell’Aster erano già al lavoro. Condizioni atmosferiche permettendo, in poco più di due settimane dovrebbero essere interrati tutti i nuovi esemplari, 24 nelle due aiuole laterali di fronte al Liceo D’Oria e alla Questura, i rimanenti quattro ai vertici di quella centrale. Costo dell’operazione: 60mila euro.
Si tagliano alberi come le teste degli assessori? Questa la domanda con la quale alcuni giornalisti presenti hanno incalzato Roberta Morgano, che, nonostante la nomina di Elisabetta Corda ad assessore alla manutenzione, ha mantenuto la delega per il verde e la città del mare. Il riferimento è alle ultime bufere politiche che hanno sconquassato Palazzo Tursi. «Rimettiamo gli stessi alberi che sono stati tagliati», ha risposto in modo sereno ma deciso l’assessore, maniche rimboccate e pala in mano, intenta a dare il suo personale contributo ai lavori di rimboschimento.
«Tutti noi abbiamo sofferto le polemiche delle ultime settimane – ha proseguito – ma la verifica etica che abbiamo messo in atto come precondizione per andare avanti proseguirà nei prossimi mesi e nei prossimi anni, e darà i suoi frutti».