L’assessore «indora la pillola» del suo commissariamento per il piano di rientro bocciato

Luzzi (An): «Battaglia a casa» Pallone (Fi): «Non c’è stato dialogo»

L’incontro di studio tra l’Anaao-Assomed, associazione medici dirigenti, e istituzioni, tenutosi ieri alla Residenza di Ripetta, avrebbe dovuto avere come obiettivo una riflessione razionale sulla disastrosa situazione del sistema sanitario della regione Lazio, che verrà a breve commissariata dal governo, a conferma della crisi di un crescente e malgestito deficit sanitario. Ma ancora una volta l’assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia ha minimizzato sulla manovra governativa, cercando invece di indorare la pillola: «Sgomberiamo il campo dalle ultime notizie di conflitto tra Regione e Governo - ha detto -. L’affiancamento del Governo è una sorta di surrogato del commissariamento». Ma l’assessore si è dato la zappa sui piedi da solo, snocciolando le cifre registrate dalla Regione, che appaiono assolutamente incompatibili con lo scostamento stimato dai tecnici del Tesoro. Infatti per Battaglia il disavanzo sul ripianamento del debito sanitario ammonterebbe a 192 milioni di euro, mentre per il governo sarebbe di 290 milioni, circa 100 milioni in più. Incongruenze che non fanno quindi altro che confermare la debolezza del piano di rientro che non ha raggiunto i propositi che si era prefissato: riorganizzazione della rete ospedaliera, consistente taglio dei posti letto, fino all’accreditamento delle strutture private.
E il commissariamento della Regione ha scatenato le polemiche dell’opposizione che si è espressa sulla negativa capacità gestionale e sui mancati adempimenti della giunta Marrazzo previsti dal piano di rientro. Sdegnato Tommaso Luzzi, consigliere regionale di An: «La pessima situazione della sanità laziale - ha dichiarato - si risolva quanto prima con le dimissioni di Battaglia». Anche il capogruppo di Fi in consiglio regionale Alfredo Pallone ha polemizzato sulle dichiarazioni di Luigi Canali, presidente della commissione sanità: «Apprezzo i toni bipartisan del presidente Canali - ha commentato -. Questa intesa bipartisan è stata rotta, non per colpa nostra, ma per colpa di quanti non hanno saputo coinvolgere maggioranza e opposizione lasciando la commissione Sanità e il consiglio regionale all’oscuro di tutto. L’eventuale commissariamento della Regione rappresenterebbe la sconfitta del centrosinistra che non ha mai cercato il dialogo, il confronto con l’opposizione e che difetta di strategia». E a conferma di una sanità in crisi, le riflessioni del segretario regionale dell’Anaao-Assomed, Donato Antonellis e del presidente dell’Istituto superiore di sanità Enrico Garaci che si sono interrogati su come il piano di rientro possa aver influito sulla salute dei cittadini: «I pazienti hanno diritto a un’alta qualità di assistenza medica - hanno dichiarato - e, molto spesso, non si sentono tutelati- . Cerchiamo di non considerare solo il problema in termini economici».