L’assessore: «Io dovrei scusarmi, ma di cosa?»

Il leghista: «Forse sarebbe stato sufficiente parlarsi. Ora però è tutto più complicato»

«Magari sarebbe stato sufficiente parlarsi per trovare un punto d’incontro. Purtroppo Formigoni non lo ha fatto». Così il leghista Alessandro Cè, assessore alla Sanità sospeso dall’incarico il 29 agosto scorso in seguito ad alcune dichiarazioni che aveva rilasciato alla stampa («la sanità lombarda viene gestita con logiche di potere» era stata la dichiarazione più forte) ha commentato ieri mattina, alla bouvette del consiglio regionale, la difficile situazione che si è creata in Regione Lombardia.
Cè, che ha partecipato ai lavori dell’aula seduto tra i banchi del proprio gruppo consiliare, è tornato a ripetere che non si tratta di una questione personale ma «di un problema politico» e ammesso che ora «la vicenda è complicata». Non ha però alcuna intenzione di scusarsi, come invece da fine agosto continua a chiedere il Governatore Roberto Formigoni, che aveva definito le sue parole «miserabili». «Di cosa dovrei scusarmi? - ha chiesto Cè -, del fatto che io abbia parlato con centinaia di operatori che hanno dimostrato che c’è qualche problema in sanità? Io non ho fatto altro che registrarli e diventarne portavoce in giunta».
A chi gli chiedeva se pensa davvero che il presidente Formigoni segua interessi di potere, l’accusa uscita sui giornali che più ha fatto adirare il Governatore, Cè ha detto: «Su questo non vorrei ritornare». «Comunque sia - ha concluso - questo non è mai stato un caso personale».
Ieri sera, intanto, avrebbe dovuto tenersi un consiglio federale per discutere sulla possibile soluzione del caso, ma poi è saltato. E sulla richiesta di rinvio, il capogrppo leghista Zanello ha voluto precisare che non è stata la Lega a chiederla ma proprio Forza Italia, «rinvio - ha aggiunto - molto opportuno, altrimenti noi avremmo votato contro i documenti di bilancio».