L’assessore-sceriffo sfratta dagli ospedali chi paga il pizzo

Tempi duri, in Sicilia, per chi non denuncia il racket del pizzo. Almeno per appalti e contratti legati al mondo degli ospedali. Con un assessore alla Sanità come Massimo Russo, che prima che assessore è magistrato - è stato a lungo alla Dda di Palermo - non c’è scampo. E così, con una direttiva, l’assessore-giudice ha detto stop a contratti con chi foraggia, pagando, il racket delle estorsioni, oppure omette di denunciare, oppure ancora ha avuto condanne per reati gravi. Il giro di vite è arrivato con una direttiva inviata ai dirigenti generali dell’assessorato e ai manager delle aziende sanitarie. «È un supplemento di rigore – ha spiegato Russo – che ritengo necessario e indifferibile per scoraggiare comportamenti illegali e per garantire la salvaguardia dell’interesse pubblico dalla possibile interferenza di chi opera in modo illecito o con comportamenti contrari alla legalità e alla trasparenza».