L’assessore si vanta: «Abbiamo fatto le multe ai negozianti»

Con la crisi economica tirare su la serranda del negozio, pure quando nevica, è d'obbligo. Così hanno fatto molti commercianti genovesi ancora con gli scaffali pieni, ma con la speranza di svuotarli grazie ai saldi di inizio anno. Ma imbacuccarsi indossando finanche i moon boot per andare al lavoro e beccarsi una contravvenzione da un vigile urbano è come essere beffati nel fare il proprio dovere.
Eppure a Genova, ieri, è successo. A raccontarlo è addirittura l'assessore Francesco Scidone durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio sull'aggiornamento della situazione neve nel capoluogo ligure. «Gli agenti della polizia municipale - si vanta l'assessore alla Protezione Civile - hanno raddoppiato le pattuglie notturne. Triplicato quelle serali e sono stati tutti disponibili in queste ore di emergenza maltempo a Genova. Un impegno che ha portato anche al controllo non soltanto delle strade ma anche dei marciapiedi pubblici. Secondo il regolamento comunale, infatti, i commercianti sono obbligati a pulire le zone antistanti il loro negozio in caso di nevicate. In differenti quartieri i vigili urbani firmato una dozzina di contravvenzioni nei confronti di coloro che non avevano ottemperato a questa disposizione comunale».
In sostanza i vigili urbani di Genova in piena bufera di neve sono riusciti ugualmente a fare multe compilando il blocchetto delle bollette ormai mezzo ghiacciato dalle temperature polari. «In alcuni casi - dice Scidone - gli agenti municipali sono passati pure due volte per controllare se i commercianti avevano pulito bene i marciapiedi». «Genova non è Aosta - ribatte il vicepresidente vicario Ascom Antonio Ferrarini - ai commercianti può anche non venire in mente di dovere pulire. Soprattutto in mezzo alla bufera. Piuttosto c'è il dubbio che il servizio sia dovuto da parte del condominio che ospita i negozi. A parte queste polemiche di carattere legale, protestiamo per l'atteggiamento persecutorio da parte del Comune che invece di dare un servizio migliore pensa spesso a colpire i cittadini e i commercianti».
«In un momento difficile e di crisi economica - commenta il presidente della camera di commercio Paolo Odone - andare a lavorare e aprire il negozio è da prendere come spirito di servizio da parte dei commercianti. Da parte del Comune ci si sarebbe aspettato un atteggiamento di collaborazione piuttosto che di vessazione».