L’assessore vuole dare ospitalità a tutti i clandestini

Vesco scrive al ministro Fini: «Sanatoria anche per chi lavora in nero»

Della proposta di requisire le case sfitte non se ne parla. Sull’idea di Rifondazione comunista la Regione scappa. Ma il tempo la giunta lo trova per pensare di immigrati. Di immigrati clandestini, per la precisione. Per contestare le regolarizzazioni decise dal governo e per chiedere assistenza sanitaria gratuita.
Eccole le proposte dell’assessore regionale al Lavoro e all'Immigrazione, Enrico Vesco (COmunisti italiani) che chiede «una sanatoria per gli immigrati irregolari che vivono in Italia e lavorano presso imprese italiane anche se non in regola». Non è un semplice intento, ma un’esplicita richiesta fatta al ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, attraverso una lettera formale che risponde così di fatto al ministro che in questi giorni ha chiesto l'espulsione degli irregolari e dei clandestini. Dopo essere intervenuto nei giorni scorsi contro il decreto flussi che «ha limitato notevolmente il numero di immigrati ammessi in Liguria, nonostante l'iniziale richiesta fosse concordata con le organizzazioni di categoria», l'assessore Vesco ritorna all'attacco e propone una sanatoria per tutti i «senza documenti che vivono e lavorano onestamente nel nostro Paese».
Nemmeno quelli «esclusi» dalla sanatoria perché arrivati in ritardo ma comunque pronti a essere messi in regola, ma proprio quelli che lavorano in nero. Ecco la precisazione. «Dai dati che arrivano dagli sportelli postali di tutta Italia ormai chiunque - spiega Vesco - dovrebbe aver capito che moltissimi esclusi dal permesso di soggiorno, più di 350.000, hanno già un'occupazione, sono cioè lavoratori necessari per le famiglie e le imprese. Gli extracomunitari presenti nel nostro paese, che vivono e lavorano onestamente pur non essendo in regola con le autorizzazioni amministrative richieste dalla Bossi/Fini, sono molti di più di quelli che il governo ha deciso di riconoscere». Secondo Vesco questa sarebbe la prova evidente che «l'attuale sistema delle quote d'ingresso non funziona, non contrasta la clandestinità, favorisce il lavoro nero e sottrae tasse e contributi alle casse del fisco e della previdenza italiana, bloccando la crescita economica del Paese».
Ma non è tutto. Perché Vesco chiede un altro interfvento a favore dei clandestini. Chiede l’assistenza sanitaria «ai minori figli di immigrati non regolari», che sulla base della stessa legge Bossi/Fini devono frequentare la scuola dell’obbligo. Vesco snocciola anche le cifre. In Liguria sono 3.500 i bambini stranieri che frequentano le scuole dell’obbligo e, ritiene l’assessore, circa il 20 per cento è figlio di clandestini. Ma il problema non è combattere la clandestinità.