L’assessore vuole usare gli ospedali per accogliere anche i clandestini

Un appello a ospedali e strutture «a non chiudere la porta ai clandestini» durante l’emergenza freddo. Prima da capogruppo del Pd, ora con una certa soddisfazione forse l’assessore ai Servizi Piefrancesco Majorino può sostenere le battaglie a favore degli irregolari. La vecchia lotta tra il centrosinistra e l’ex giunta Moratti era soprattutto sui dormitori, l’assessore che lo ha preceduto escludeva la moratoria anche nei mesi freddi («linea dura, chiederemo a tutti i documenti»). Majorino apre la strada invocando (se servisse) l’apertura degli ospedali a chi è senza permesso di soggiorno.
Il Comune ha organizzato ieri una raccolta per i clochard. Coperte, vestiti, sacchi a pelo, libri. Hanno aderito anche Croce rossa italiana, Opera San Francesco e altre associazioni. A fine giornata, nei sette punti allestiti, sono stati contati 15mila oggetti. Il sindaco aveva lanciato un appello ai cittadini, poi li ha ringraziati («una risposta straordinaria»). Un contributo è arrivato anche dall’Inter, testimonial Cristian Chivu. L’assessore Marino ha anche invitato le strutture ospedaliere e di assistenza sanitaria della città «a non chiudere la porta ai clandestini», e ha lanciato l’idea di creare uno sportello per ogni zona dedicato ai senza tetto. Critico l’ex assessore Mariolina Moioli: «Non è svuotando le cantine - ha detto - che si restituisce la dignità a chi non ha niente. E le associazioni che hanno lavorato con noi lo sanno. Fare il passa-cappotto o il passa-coperta per non spendere soldi per l’acquisto di sacchi a pelo nuovi, trattando i clochard da straccioni, come persone destinate a restare per sempre sulla strada?».