L’Assia volta le spalle alla Merkel

La Cdu della Cancelliera conserva la Bassa Sassonia, ma crolla nel Land di Francoforte. Che da feudo conservatore diventa ingovernabile

da Berlino

Un risultato più agro che dolce per Angela Merkel. La Cdu, il partito della Cancelliera, mantiene il controllo di uno dei due Länder dove si è votato ieri, la Bassa Sassonia, ma subisce un pesante ridimensionamento nell'altro Land, l'Assia, dove ha preservato solo per un pugno di voti la maggioranza relativa dall’imperiosa rimonta dei socialdemocratici. Ora l’Assia è di fatto ingovernabile, a meno di un’improbabile coalizione di centrosinistra a tre o di una riedizione locale dell’alleanza di emergenza tra i due principale partiti avversari che governa a Berlino. E non è il solo boccone amaro che la giornata di ieri ha riservato alla Cancelliera. In entrambi i Länder è riuscito a superare la soglia del 5% il nuovo partito di estrema sinistra, Die Linke, nato da una fusione tra i transfughi socialdemocratici guidati da Oskar Lafontaine e il Pds, l'erede del Partito comunista della Ddr. Un risultato destinato a movimentare i giochi della scena politica tedesca e a pesare sui futuri equilibri della grande coalizione.
Un voto particolarmente atteso quello di ieri. Perché ha riguardato due dei maggiori e più ricchi Länder della parte occidentale del Paese (l'Assia è la regione di Francoforte, la Bassa Sassonia di Hannover); perché a votare per il rinnovo dei Parlamenti regionali sono stati chiamati oltre dieci milioni di cittadini, quasi un quinto dell'elettorato, e perché si è svolto praticamente a metà legislatura. Ma atteso soprattutto perché i due grandi partiti che compongono la Grosse koalition, i cristianodemocratici (Cdu) e i socialdemocratici (Spd), hanno scelto questa occasione per verificare la popolarità dei due temi forti al centro della loro azione di governo: per la Cdu al primo posto c'è il tema della sicurezza, della lotta alla criminalità e al terrorismo; per la Spd la priorità più urgenti sono la definizione per legge di un salario minimo per tutte le categorie dei lavoratori e lo sviluppo delle fonti energetiche pulite.
Lo scontro è stato particolarmente vivace in Assia dove il governatore uscente, il superfalco Roland Koch, cristianodemocratico, con l'appoggio della stessa Merkel, ha puntato tutto su una politica del pugno duro contro chi minaccia la sicurezza. Ha proposto la creazione di campi di rieducazione per i giovani violenti e la riduzione da 18 a 14 anni della soglia sotto la quale i reati commessi dai minorenni non sono punibili con il carcere. Sebbene l'Assia sia la regione dove la criminalità è aumentata del 66% tra il ’99 e 2007, la linea dura non ha però convinto gli elettori. La Cdu ha perso il 12% mentre i socialdemocratici hanno guadagnato oltre il sette sotto la guida di un personaggio nuovo: Andrea Ypsilanti, una signora sulla cinquantina (Andrea in tedesco è un nome femminile), esponente della sinistra socialdemocratica. Che ha però escluso di governare con la Linke.
Curiosità: per la prima volta ci sarà anche un prete cattolico tra i deputati regionali del Partito socialdemocratico, Ernst-Ewald Roth, 54 anni, ex decano cittadino di Wiesbaden, capoluogo dell’Assia, sospeso dal vescovo proprio per essersi candidato per la Spd. Nella Bassa Sassonia la riconferma della Cdu era scontata data la popolarità del leader locale, Christian Wulff. Ma anche qui la Cdu ha perso voti, circa il 6%. In entrambi i Länder stabili i Verdi, intorno all'otto, e i Liberali, intorno al nove.