L’assistenza pubblica è solo una chimera

I concittadini dimessi dall’ospedale trovano posto nei ricoveri solo a prezzo di pesanti sacrifici economici

Da alcuni mesi assistiamo al seguente fenomeno. Molti nostri concittadini sono costretti a chiedere favori a destra e a manca in quanto non sanno dove rivolgersi per dare adeguata assistenza ad amici e parenti. Nei nostri nosocomi, per la riduzione dei posti letto e un mal interpretato programma di risanamento economico, i cittadini non appena hanno superato la fase acuta della malattia o del decorso post operatorio vengono forzatamente dimessi, anche se non vi è un centro di riabilitazione o una struttura per anziani ad accoglierli. I posti ci sono, mancano però quelli in convenzione con il servizio pubblico. Tutto sull'altare dell'equilibrio di bilancio, che vede destinate sempre maggiori risorse al cosiddetto territorio, che, però, non è messo nelle condizioni d'interpretare i bisogni della gente. Pertanto i malcapitati cittadini sono costretti a ricorrere ad umilianti richieste di «cortesie» o a sacrifici economici pagando per intero le rette negli Istituti di riabilitazione oppure a languire, con scarsa o nulla assistenza, nel proprio domicilio. Mentre la civica Amministrazione si permette tanti sprechi, questi vanno dalla cattiva gestione delle nostre aziende già municipalizzate ora per azioni (progetti faraonici inconcludenti), alle feste in piazza, alle mostre in strada di cui subiamo ancora i danni. Dobbiamo pretendere che l'uso delle risorse sia molto attento ed indirizzato ai bisogni primari della Comunità e alla salvaguardia della salute per le cure e la prevenzione e la riabilitazione.
* medico, capogruppo di Fi a Tursi