L’associazione dei figli di papà che gestisce duecento giocatori

Marcello Di Dio

da Roma

Il nome Gea è l’abbreviazione di General Athletic, dal nome di una delle due società (quella dei figli d’arte Andrea Cragnotti e Francesca Tanzi) che si fuse nell’ottobre 2001 con la Football Management di Alessandro Moggi, primogenito di Luciano.
Scopo dichiarato della società: ottimizzare le prospettive di carriera degli atleti, valorizzando ogni singolo aspetto della vita sportiva e no, pianificando il loro presente e futuro. Nei primi mesi di vita l’incarico di presidente venne ricoperto da Chiara Geronzi, figlia di Cesare presidente di Capitalia, poi il ruolo passò a Moggi junior, con Riccardo Calleri (altro figlio d’arte) nei panni del vice. Direttore generale, prima che tornasse alla Lazio per ricoprire analogo incarico, era Giuseppe De Mita, erede dell’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc Ciriaco. Insieme a loro, Franco Zavaglia, già procuratore di Totti, che ricoprirà la carica di amministratore delegato e Davide Lippi, figlio del ct azzurro Marcello. La società di agenti gestisce le procure di calciatori e allenatori (ne ha sotto contratto, dalla serie A alla C2, circa 200 fra cui 24 tecnici, ma fra gli assistiti c’è anche lo schermidore Sanzo) e organizza eventi legati allo sport, come Expogoal, e di diritti di immagine. Inoltre mette a disposizione polizze assicurative di vario tipo, e convenzioni.
La Gea è stata più volte accusata, da altri procuratori e da vari personaggi del mondo del calcio, di essere in posizione dominante e di poter influenzare partite e risultati. Così nel marzo 2002 la Federcalcio formò una commissione d’indagine di dieci membri chiamata a fare chiarezza. Dopo nove mesi la commissione stabilì che «la Gea World opera legittimamente e senza commettere violazioni regolamentari». Nel giugno 2004 partì l’inchiesta di Napoli dopo le accuse di Franco Dal Cin (che parla di «combriccola romana») che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei soci della Gea. Infine nel marzo 2005 si aprì l’indagine dell’Antitrust che, come ha annunciato il presidente della Figc Carraro, dovrebbe chiudersi alla fine di maggio. Con la relazione di Catricalà in mano, Carraro potrebbe dare il via al nuovo regolamento per eliminare due grandi anomalie: i conflitti famigliari (si introdurrà il divieto di trattative tra i parenti fino al secondo grado) e le procure degli allenatori. Ma a queste regole si sono già opposti l’Assoprocuratori di Paolo Conti e la Iasa dello stesso Alessandro Moggi, le associazioni degli agenti Fifa.
«La Gea si scioglierà, non so ancora quando - dice Franco Zavaglia - ci siamo scocciati, ogni cosa che accade in questo Paese è colpa della Gea. Ognuno di noi tornerà a fare il procuratore di calciatori per conto proprio, come faceva prima: Alessandro Moggi a Napoli, io a Roma, Calleri a Roma. Non è una sconfitta, vogliamo solo lavorare». La parola passa alla Procura di Napoli.