L’associazione dei writers? È nell’ufficio Decoro urbano

La sinistra pensa di essere l’unico punto di riferimento per qualsiasi forma di espressione giovanile. Sarà per questo motivo che l’ex sindaco Walter Veltroni nel 2007, durante il suo mandato, ha dato libero sfogo alle velleità dei writers.
E lo ha fatto concedendo 9000 metri quadri di muri della capitale agli «artisti» armati di bombolette spray. Ma il permissivismo del segretario nazionale del Partito Democratico è andato oltre: ha dato ai graffitari una sede proprio negli uffici del Decoro Urbano del Campidoglio. Un paradosso nel paradosso. A Trastevere, in largo Ascianghi 4, dove gli impiegati capitolini combattono ogni giorno per prevenire e contrastare il vandalismo grafico, c’è una stanza riservata a Walls, un’associazione di writers.
Forse, sulla scia di chi crede che legalizzare la droga serva a far diminuire i tossicodipendenti, l’ex sindaco di sinistra ha autorizzato lo «spruzzo legale» su alcuni muri, segnalati dai municipi. E la «patata bollente» ora tra le mani ce l’ha il sindaco Gianni Alemanno, di tutt’altre idee, tanto che a inizio mandato aveva annunciato «ogni writers presto cancellerà dieci graffiti oltre il suo».
Invece si ritrova a ospitare il quartier generale dei deturpatori negli uffici gestiti dal Campidoglio. E c’è di più. Il progetto Cromiae, sponsorizzato dal suo predecessore ha messo a loro disposizione anche 16 muri «liberi» e 19 «personali». I primi sono superfici dove chiunque può disegnare in qualsiasi momento, senza alcuna autorizzazione scritta. Insomma basta il raptus o l’ispirazione. I secondi vengono concessi al singolo graffitaro, che può gestirlo per tre mesi come meglio crede. E scaduto il tempo? La superficie viene pazientemente ripulita dagli uomini del Decoro e assegnata di nuovo.
Ma le bombolette autorizzate non si sono fermate solamente ai luoghi più degradati, come stazioni e viadotti: sono arrivate anche nel cuore della città. «Uno dei muri legali - sottolinea Fabio Desideri, vicepresidente della Federazione dei Cristiano popolari e consigliere regionale del Lazio - coincide con la recinzione dell’area dove sorge Villa Lazzaroni, tra le più importanti della capitale, dove ha sede il IX municipio, nel quartiere Appio. Questo la dice lunga su come i veltroniani in questi anni hanno governato Roma. Il polmone verde sopravvive nel più completo degrado e pattume e lo abbiamo denunciato più volte dal 2005 a oggi. Probabilmente però la priorità della giunta veltroniana era quella di lasciare libera la mano degli imbrattatori». «Quindi non resta che sperare nell’intervento del sindaco Alemanno - conclude Desideri - perché pensiamo che le scritte fatte con le bombolette tutto siano meno che arte. Del resto nessuno spenderebbe un euro per acquistarle. Motivo in più per dire basta. Roma è stata deturpata grazie al permissivismo della sinistra, che ha tutelato i writers. Non guasterebbe un po’ di chiarezza anche sull’aspetto economico di questa strana iniziativa».