L’astrattismo apparente di Gino Bogoni

Laura Gigliotti

Il Gruppo Banca Popolare di Verona e Novara apre per la prima volta la sua sede di Palazzo Altieri per una mostra di Gino Bogoni (1921-1990), curata da Francesco Butturini. Bogoni, che torna a Roma dopo 40 anni, è considerato un maestro della scultura del Novecento. Ma la sua fama di oggi non corrisponde alla considerazione che ha avuto in vita, avendo partecipato alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia, a mostre in tutto il mondo, ottenendo ampi riconoscimenti pubblici.
Comincia a scolpire giovanissimo, a 17 anni è primo agli Agonali Nazionali d’Arte di Roma, quindi si diploma in scultura all’Accademia di Verona, la sua città, Ma la guerra è vicina e parte per la Russia da cui riesce a tornare, a piedi, salvo. Ricomincia a lavorare e insegna a Verona e all’estero. Ha la fortuna di avere contatti assidui con artisti come Arturo Martini e Luciano Minguzzi. Diviene assistente di Marcello Mascherini che lavora per i grandi transatlantici, come il «Raffaello». È Mascherini a introdurlo nell’ambiente internazionale, mentre il critico Licisco Magagnato gli dà il senso della propria arte, fatta di intuizione, riflessione e sapienza artigianale. Un’arte in sintonia con le ricerche post-novecentesche di Minguzzi, Viani, Messina, Mastroianni, Cascella, Consagra. «Tra il naturalismo classico di Martini e le indagini astratte di Arp, davanti a sé la grande monumentalità di Moore».
Nell’ingresso, lungo la galleria e nella sala che conserva una monumentale specchiera barocca, uno degli arredi originari di Palazzo Altieri, sono ospitati 50 bronzi di piccolo formato e 20 disegni che riassumono tutta la vicenda creativa di Bogoni. Dalle riflessioni sulle origini dell’arte, aveva cominciato con i calchi delle formelle del portale bronzeo di San Zeno a Verona, al naturalismo espressionista delle Galline, dei Tori e delle «Vacchette» (il Bogoni «animalista» è degli anni ’60, il suo decennio più creativo e fortunato), alla grande statuaria astratta («ma è un astrattismo apparente», secondo il curatore), alle Donne, flessuose, altere, impenetrabili, alle grandi Mutazioni e Metamorfosi, che rimandano alle immagini dello sbarco sulla Luna.
Piazza del Gesù. Orario: tutti i giorni 10-13/15.30-20. Info: 349.6231641. Fino al 17 dicembre.