L’Atac dà i premi a chi fa più multe

Multe, multe, fortissimamente multe: per gli automobilisti romani il «giro di vite» è appena cominciato. E con il passare dei mesi sarà sempre peggio. È questa la «filosofia» del Campidoglio che, non riuscendo a risolvere la cronica emergenza del traffico, tenta di sfruttarla per rimpinguare le esangui casse dell’Atac che gestisce la Mobilità. Per farlo, l’unica strada è quella di dare percentuali e premi a chi le multe le fa, ossia agli ausiliari del traffico. È esattamente quello che è stato deciso nei giorni scorsi dai vertici di Atac Spa con la complicità, stavolta, dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, firmatari di un accordo che si tradurrà in una ulteriore batosta per i già tartassati automobilisti romani.
L’intesa appena siglata ha lo scopo dichiarato di «fare cassa» e accontenterà, ovviamente, gli ausiliari. Ma non tutti: una parte di essi, che aderisce al sindacato autonomo Sdl, ha infatti criticato decisamente l’accordo che si ripercuoterà sui cittadini sia per le contraddizioni che contiene, sia per i meccanismi di incentivazione. Vediamo perché. Intanto nella premessa si sostiene che «l’attività di vigilanza della sosta, affidata agli ausiliari del traffico, è uno degli strumenti di maggiore valenza per fluidificare il traffico e per migliorare complessivamente la mobilità cittadina». Poi si sostiene che «l’aumento delle zone di sosta tariffata nonché il tasso di evasione registrato consentono margini per l’incremento dei ricavi e per conseguenti incentivi economici connessi ai risultati conseguiti e alla produttività del personale». Qualcuno ci spieghi come si può «fluidificare il traffico» multando le auto in sosta nelle strisce blu perché non pagano il parcometro o lo fanno solo parzialmente ma, di certo, senza intralciare nessuno.
E poi, come si concilia l’esigenza di fare prevenzione in materia di circolazione con la necessità di «incrementare i ricavi»? In realtà con quest’accordo l’Atac ha inventato un meccanismo infernale - ovviamente per gli automobilisti - che prevede un doppio livello di incentivazione per gli ausiliari e istituisce una sorta di premialità progressiva: più multe si fanno ogni mese, più cresce la percentuale che si riceve in busta paga. Nel dettaglio l’Atac riconosce un incentivo di 0,30 euro per ogni controllo effettuato (specificando che per «controllo» si intende «pagamento tramite pagososta» o «sanzione amministrativa emessa») agli ausiliari che ne facciano almeno 300 al mese. Nel periodo che va dal 1° aprile al 30 settembre 2007, la metà dell’incentivo sarà pagata in quota uguale a tutti quelli che hanno raggiunto la soglia di 300 verifiche. L’altra metà, invece, sarà pagata in modo proporzionale (sic!) al numero delle multe fatte. A chi invece effettuerà meno di 300 controlli al mese toccheranno solo 0,15 euro ogni multa. Ma anche per gli ausiliari meno inflessibili viene inventato un meccanismo progressivo. Intanto per avere l’incentivo bisogna fare più di 150 multe ad aprile, più di 180 a maggio, più di 210 a giugno e più di 250 a luglio, agosto e settembre. Altrimenti il premio non scatta. Ma c’è di più. L’accordo prevede un ulteriore «premio di risultato mensile» a tutti quelli che abbiano superato le 150 multe al mese. «L’obiettivo da raggiungere - si legge nel documento - corrisponde a un incremento del ricavo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e il budget complessivamente disponibile per questa parte del premio è proporzionale e progressivo rispetto alla differenza positivi dei ricavi, secondo una tabella che va da un + 4,2 per cento (per 100mila euro) a un + 8,8 per cento (per 251mila euro). Si salvi chi può.