L’Atalanta fa traballare il teorema Palazzi

RomaEra l’Atalanta-day nel processo di primo grado su Scommessopoli e gli interventi dei legali del club bergamasco potrebbero aver alleggerito la posizione di squadra e tesserati. Tanto che quel -7 da scontare nel prossimo torneo di A e le pesanti squalifiche di 42 e 36 mesi rispettivamente per Doni e Manfredini (presenti ieri al Parco dei Principi) chieste dal procuratore Palazzi potrebbero ridursi già nella sentenza della Commissione disciplinare, da ieri riunita a oltranza dopo la chiusura del dibattimento.
L’impianto accusatorio di Palazzi ha traballato di fronte agli appunti mossi dagli avvocati Pino e Chiappero, che hanno cercato di smontare - così come il difensore di Gervasoni Alleva - le tesi di Micolucci, il «pentito» del processo (ha patteggiato una pena di 14 mesi di squalifica, ndr). «Tira in ballo Manfredini, ma le carte ci mostrano tre Micolucci diversi: quello delle intercettazioni con Erodiani, quello delle dichiarazioni al pm di Cremona, quello del lungo interrogatorio con Palazzi. Micolucci è dunque un soggetto non credibile». E a proposito del presunto tentato illecito su Ascoli-Atalanta, non si spiega - ha continuato Pino - «perchè Manfredini dovrebbe proporgli il pari visto che non c’entra nulla con le scommesse e che un punto non avrebbe fatto comodo all’Atalanta».
E su Doni Pino ha fatto riferimento alle accuse di Palazzi su Atalanta-Piacenza: «Non mi pare anomalo che ci siano due rigori in una partita, di cui uno segnato da Zenoni che non appare nella combine, e l’autorete riportata nel deferimento non c’è (Palazzi preciserà che si è trattato di un errore di battitura, ndr)». Poi ha tirato in ballo la vicenda della lettera anonima, presubilmente contro il capitano nerazzurro (il testo non è stato messo a verbale) spedita in Procura, che ha portato alla convocazione in Figc dell’ex ds atalantino Osti. «A domanda Osti risponde: su Doni non ho mai saputo che scommettesse, anzi ha sempre avuto un grande attaccamento alla maglia. Su Doni ci sono riferimenti a fatti inconfutabili, secondo la Procura, ma gli elementi granitici non sono nient’altro che l’amicizia con Santoni e le voci correnti nel pubblico di possibili alterazioni da parte del mio assistito. Troppo poco per distruggere la sua carriera».
Il legale dell’Atalanta Chiappero ha chiarito la posizione degli orobici nella vicenda: «Sette punti di penalità sono una sanzione pesante. Ho richiamato una sentenza del 1986, quando la Lazio venne sanzionata soltanto con qualche punto in classifica e lì la Caf fece un ragionamento sull’adeguamento della responsabilità oggettiva ai tempi».
Nell’ultima giornata del dibattimento lunga arringa dei tre avvocati di Paoloni (ieri presente con la moglie), che rischia uno stop di 5 anni con proposta di radiazione più altri cinque. Il collegio difensivo dell’ex portiere di Cremonese e Benevento, di cui fa parte anche l’avvocato Rodella (legale di Moggi nel procedimento penale di Napoli su Calciopoli), lo ha dipinto solo come «un millantatore e uno scommettitore incallito, tanto da subire minacce sempre più gravi e pesanti dagli altri scommettitori» e che «quindi non può essere visto come la figura centrale del processo». All’ex portiere intanto sarebbe stata proposta, da una tv nazionale, la partecipazione a uno dei prossimi reality. La sentenza di primo grado è attesa per lunedì sera, al massimo martedì.