L’ateo Odifreddi è riuscito a «convertire» il Comune

L’assessorato alla Cultura nega il suo patrocinio a iniziative della Curia ma lo dà agli agnostici

Scienza e Fede. Un binomio molto caro a tanti scienziati, ma anche a tanti uomini alla ricerca di Dio. Il professor Antonio Zichichi, noto fisico contemporaneo, ne parla in termini di «perfetta sintonia, radicata nell'unico comune dono: la Ragione» sicché «una risulta la forza dell'altra, perché entrambe doni di Dio». James C. Maxwell, padre dell'elettromagnetismo, spiegava invece con poche parole: «Laddove si giunge ad un punto dove la scienza si deve fermare è la Fede che prosegue e completa il cammino dell'uomo». E l'astrofisico Lemaitre, padre della teoria del Big Bang, testimoniava: «La scienza non ha cambiato la mia fede nella religione e la religione non ha mai contrastato le conclusioni ottenute con metodi scientifici». Anzi, completa un altro astrofisico, il vivente Sandage: «Molti scienziati sono portati alla fede dal loro stesso lavoro. E in ultima analisi è una fede fatta ancora più salda… lo scienziato allora può cosi “credere per capire” quello che vede, piuttosto che “capire per credere”». Eppure a Genova non sempre questo binomio pare essere accettato, anzi, sembra più facilmente sostituito dal binomio Scienza e Ateismo. Come dimostrano le conferenze dell'UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) sul tema Bioetica, ospitate in questo mese dal Museo di Storia Naturale Giacomo Doria in Viale Brigate Liguria. Nulla di strano di per sé, ci mancherebbe che qualcuno non fosse libero di pensarla diversamente dagli autori sopra citati e di portare avanti un bel dibattito, tanto più che il tema di queste conferenze (la bioetica) è di quelli che richiama un buon interesse per la sua attualità. Però. Tuttavia ci sono diversi «però». Il primo è che a dare il patrocinio a queste conferenze è il Comune di Genova. Secondo: pure l'Assessorato alla Cultura appone il suo patrocinio e il pieno avallo. Terzo «però»: altre serie di incontri (una delle quali svoltasi proprio qualche mese fa presso il Quadrivium), sullo stesso tema, ma promosse questa volta da associazioni cattoliche e dalla Curia, non hanno avuto il sostegno né del Comune, né dell’Assessorato alla Cultura. Logico domandarsi il perché di questa disparità di trattamenti. Qualcuno addirittura si domanda - ma su questo punto è più che lecito l'interrogativo - se il patrocinio porti anche con sé un qualche beneficio economico.
La lista dei però non è terminata, purtroppo. Se ricordate, qualcosa di analogo era già successo durante lo scorso Festival della Scienza, quando il professor Odifreddi, invitato a parlare su argomenti inerenti il Festival, quali la Matematica e la Scienza, aveva finito invece con l'utilizzare una parte degli spazi a lui dedicati per i suoi personali attacchi a monsignor Angelo Bagnasco, al Papa e alla Chiesa. Tali comportamenti avevano lasciato perlomeno perplesse diverse persone. Oggi scopriamo che lo stesso Odifreddi è nuovamente dietro le quinte di questo gioco di conferenze di impronta anticlericale e ateista, essendo egli nel comitato di presidenza dell'UAAR ligure promotore di questo ciclo sulla bioetica. Ci si domanda allora come mai solo la parte agnostica, ateista e anticlericale della Scienza - ben libera d'essere e d'esprimersi - debba però avere questo patrocinio. Due pesi e due misure insomma, di cui, si legge sul sito dell'UAAR, qualcuno va proprio fiero. D'altra parte lo stesso Odifreddi nel presentare il suo nuovo libro «Perché non possiamo dirci cristiani e men che mai cattolici» più d'una volta invita le istituzioni a non dare assolutamente il loro appoggio a qualunque iniziativa religiosa, men che mai alla Chiesa e al pensiero cristiano; l'invito del professore è anzi quello di prendere le distanze, di rendersi sempre più autonome da posizioni che, a sua detta, non sono molto diverse da quelle della Chiesa medievale. Si potrebbe pensare che tanto i patrocini di via Tursi quanto la posizione del matematico di Torino, siano dettati da un agire «politicamente corretto», in nome di un laicismo forte e netto. «Laicità dello Stato» o «laicità delle istituzioni» sono d'altra parte concetti che oggi sono usati molto, ma abusati altrettanto spesso.
Infatti l'ateo dichiarato Arrigo Levi diceva: «Tra le varie tesi antireligiose che Piergiorgio Odifreddi, Logico Matematico, proclama nei suoi scritti è difficile trovarne anche solo una che un laico dichiarato come me, che ha più volte spiegato perché non crede in Dio, possa prendere troppo su serio. I fondamentalismi religiosi sono altrettanto inaccettabili, per il pensiero laico, del fondamentalismo antireligioso del professor Odifreddi».
Ma pure sul sito dell'UAAR, genovesi intervenuti per avere informazioni in merito a queste conferenze, domandando esplicitamente se si sarebbe mantenuta comunque una linea il più possibile imparziale, laicista e non ateista, hanno avuto in risposta, cito testualmente: «No, le conferenze saranno ovviamente improntate allo stile e al pensiero dell'UAAR. Per quale motivo dovremmo essere disposti a negoziare i nostri valori con chi non è disposto a negoziare i suoi?». Chi abbia avuto il modo di prendere in mano il sopra citato suo ultimo libro (sicuramente in molti visto che si trova già tra le prime 10 posizioni dei libri più venduti, almeno in 3 delle più centrali librerie genovesi… siamo sempre convinti che il patrocinio prima del Festival della Scienza ora del Comune a nulla serva?) forse avrà notato l'abbondanza di citazioni bibliche e di documenti della Chiesa presenti nel volume. Ma incuriosisce una cosa: Odifreddi cita per esempio la Dei Verbum (ovviamente di questo splendido documento della Chiesa viene tralasciato quel che potrebbe essere più scomodo) infilandovi però in mezzo qualche parolina ben posta, sufficiente a cambiare il senso di una intera frase. Più d'una volta, infatti, ricorre una doppia nota che rimanda in fondo al libro. I volenterosi che, magari incuriositi, vogliano perdere qualche minuto per il noioso compito (solitamente evitato da tutti) di andare a vedere questi rimandi, troveranno ricompensata la loro fatica: la prima noticina riporta il riferimento bibliografico, ma la seconda noticina è una vera chicca. Riporta la dicitura: corsivo nostro. Che significa? In 10 righe scritte dal Vaticano, 4 sono diventate di corsivo odifreddiano, le restanti si possono prendere per buone. A questo punto si ha la ricetta su come far dire alla Chiesa tutto e il contrario di tutto. Su come leggere la Bibbia a proprio piacimento, su come criticare ora i cristiani per una lettura troppo letterale, ora per una lettura troppo simbolica, su come far di conseguenza dire anche alla Scienza le verità che si vogliono. Non solo è abbandonato il principio di non contraddizione, ma è cestinato anche quello più basilare e fondamentale per un dialogo autentico e serio: quello della lealtà deontologica d'informazione. Ancora pienamente approvato il Patrocinio della Cultura?