L’atletica riparte dall’Acqua Acetosa

Un libro e un progetto per la riscossa dell’atletica. Valerio Piccioni, caposervizio della cronaca romana de La Gazzetta dello Sport, ha approfittato della presentazione del suo ultimo libro, Mille e un’atletica (Riccardo Viola editore, 125 pagine), per riflettere sulla situazione attuale dell’atletica a Roma. Il giornalista ha dedicato il quarto volume della collana «Racconti di sport di Roma e del Lazio» alla storia dello stadio dell’Acqua Acetosa, ex delle Aquile, dal 14 ottobre 2002 intitolato a Paolo Rosi, rugbista e telecronista esperto di atletica in Rai per 40 anni. Piccioni ha raccontato la storia dello stadio attraverso aneddoti e colloqui con i vari personaggi dello sport e della città che negli anni hanno calpestato i suoi campi e le sue piste.
Tra i presenti alla conferenza, il grande campione dei 400 metri ostacoli Roberto Frinolli e il presidente del comitato regionale della Federazione italiana di atletica leggera, uniti in un appello alle istituzioni (Coni, Fidal e Comune) affinché venga migliorata la condizione degli impianti della capitale.
Proprio partendo dallo stadio Rosi come «casa» dell’atletica, Piccioni, che è anche tra i promotori della Corsa di Miguel, una gara di dieci chilometri intitolata a una maratoneta argentino desaparecido, ha proposto un progetto dettagliato per il rilancio dell’atletica nella capitale attraverso iniziative che coinvolgano adulti e bambini, un miglioramento degli impianti, una più attenta ricerca delle risorse, un maggior coinvolgimento delle scuole e magari lo svolgimento di manifestazioni dedicate all’atletica durante l’estate romana.
«L’atletica - ha affermato Piccioni -, con l’aiuto di tutti, può riprendere le chiavi delle sue case, avviare un processo di sviluppo e tornare a piacere a tutti, perché non è uno sport perdente e può finalmente andare alla riscossa».